Tra conferme, sorprese e nuovi record, l’Academy premia storie ambiziose e autori forti. Michael B. Jordan e Jessie Buckley guidano una generazione che cambia il volto degli Oscar
La 98ª edizione degli Academy Awards ha consegnato una fotografia molto precisa dello stato del cinema contemporaneo: meno blockbuster patinati e più autorialità, meno compromessi e più identità. Gli Oscar 2026 hanno premiato il coraggio creativo e la visione, incoronando One Battle After Another come miglior film dell’anno e consacrando definitivamente uno dei registi più influenti della sua generazione, Paul Thomas Anderson.
Il film ha dominato la serata con sei statuette, dimostrando come il cinema ambizioso, stratificato e politicamente inquieto continui a sedurre l’Academy quando riesce a coniugare spettacolo e profondità. In un panorama cinematografico sempre più diviso tra streaming e sala, il successo di Anderson sembra ricordare che il linguaggio del grande cinema può ancora imporsi come evento culturale.
Accanto a questo trionfo, la serata ha consegnato altre narrazioni emblematiche. Michael B. Jordan ha conquistato il premio come miglior attore per il suo doppio ruolo in Sinners, un’interpretazione intensa e fisica che ha dimostrato la maturità artistica di un attore ormai centrale nel cinema americano.
Jessie Buckley ha invece vinto l’Oscar come miglior attrice per Hamnet, portando sul palco una performance delicata e devastante al tempo stesso: il ritratto di Agnes Shakespeare diventa così uno dei momenti più intensi del cinema recente.
Tra i momenti più significativi della serata si collocano anche le vittorie degli attori non protagonisti. Sean Penn ha conquistato l’Oscar come miglior attore non protagonista per One Battle After Another, aggiungendo un nuovo capitolo alla carriera di uno degli interpreti più intensi e imprevedibili di Hollywood. La sua performance, intensa e carica di ambiguità, ha dato ulteriore profondità al film di Anderson, contribuendo al suo dominio nella serata.
Sul fronte femminile, la statuetta è andata a Amy Madigan per Weapons. La sua interpretazione, costruita su sfumature emotive e grande presenza scenica, ha rappresentato uno dei riconoscimenti più sorprendenti della serata, premiando un’attrice di lunga esperienza capace ancora di reinventarsi.
Tra i premi più osservati resta quello per il miglior film internazionale, assegnato a Sentimental Value del regista norvegese Joachim Trier. Il film conferma la straordinaria vitalità del cinema nordico contemporaneo: una storia intima e profondamente umana che affronta memoria, relazioni familiari e identità con uno stile elegante e malinconico. La vittoria consolida inoltre la reputazione internazionale di Trier, ormai tra le voci più riconoscibili del cinema europeo.
Tra i risultati più simbolici della serata c’è anche la vittoria della direttrice della fotografia Autumn Durald Arkapaw, prima donna a vincere l’Oscar in questa categoria grazie a Sinners. Un risultato che segnala una trasformazione reale dentro Hollywood, dove la rappresentanza dietro la macchina da presa sta lentamente cambiando gli equilibri dell’industria.
Il palmarès complessivo racconta dunque una stagione cinematografica sorprendentemente ricca di personalità forti: registi che difendono il proprio stile, film che osano raccontare storie scomode e interpreti che portano sullo schermo personaggi complessi. Gli Oscar 2026 non sono stati soltanto una premiazione, ma un manifesto di ciò che Hollywood sembra voler diventare: meno formula, più visione.
Tutti i vincitori degli Oscar 2026
Miglior film
One Battle After Another
Miglior regia
Paul Thomas Anderson – One Battle After Another
Miglior attore protagonista
Michael B. Jordan – Sinners
Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet
Miglior attore non protagonista
Sean Penn – One Battle After Another
Miglior attrice non protagonista
Amy Madigan – Weapons
Miglior sceneggiatura originale
Ryan Coogler – Sinners
Miglior sceneggiatura non originale
Paul Thomas Anderson – One Battle After Another
Miglior film internazionale
Sentimental Value (Norvegia)
Miglior film d’animazione
KPop Demon Hunters
Miglior cortometraggio animato
The Girl Who Cried Pearls
Miglior cortometraggio live action
Two People Exchanging Saliva e The Singers (ex aequo)
Miglior documentario
Mr. Nobody Against Putin
Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms
Miglior fotografia
Autumn Durald Arkapaw – Sinners
Miglior montaggio
Andy Jurgensen – One Battle After Another
Miglior scenografia
Frankenstein
Migliori costumi
Kate Hawley – Frankenstein
Miglior colonna sonora originale
Ludwig Göransson – Sinners
Miglior canzone originale
“Golden” – KPop Demon Hunters
Miglior casting (prima edizione del premio)
Cassandra Kulukundis – One Battle After Another
Carla Curatoli