Lo spettacolo, ideato e diretto da Giuseppe Bucci e interpretato da Salvatore Langella, va in scena all’OFF/OFF Theatre da mercoledì 4 a venerdì 6 marzo
Definito “la più lunga storia d’amore mai scritta”, Orlando è il romanzo che Virginia Woolf dedicò a Vita Sackville-West, compagna di una relazione intensa e ispiratrice. Da quell’opera straordinaria e da altri testi dell’autrice prende forma Parlami Orlando, spettacolo ideato e diretto da Giuseppe Bucci, in scena all’OFF/OFF Theatre da mercoledì 4 a venerdì 6 marzo.
Bucci, già noto per regie come Tom à la ferme e In casa con Claude, sceglie di confrontarsi con una delle pagine più affascinanti della letteratura inglese del Novecento, trasformandola in un’esperienza scenica che mette al centro la parola e la potenza evocativa della scrittura woolfiana.
Un romanzo che attraversa i secoli
Al cuore dello spettacolo c’è la figura di Virginia Woolf stessa, ritratta mentre, nella sua celebre “stanza tutta per sé”, rilegge per l’ultima volta il manoscritto prima della pubblicazione. In questo spazio intimo e creativo, la scrittrice ripercorre la vicenda del suo protagonista, assumendo ironicamente il ruolo di un biografo uomo e giocando con i confini tra realtà e invenzione.
Orlando nasce giovane aristocratico nell’Inghilterra elisabettiana, in un Seicento ancora intriso di suggestioni shakespeariane, e attraversa i secoli trasformandosi in donna all’inizio del Novecento. Il suo è un cammino che sfida il tempo e le convenzioni sociali, interrogando temi come l’identità di genere, la sessualità, il peso del patriarcato e il ruolo della donna nella storia.
Sempre sospeso tra ironia e malinconia, Orlando insegue quella che Woolf chiama metaforicamente “l’oca selvatica”: l’illuminazione poetica, la forma pura della scrittura che ogni autore tenta di afferrare senza mai possederla del tutto.
La visione registica
“Parlami Orlando” nasce dall’amore dichiarato di Giuseppe Bucci per la prosa di Virginia Woolf. Il regista costruisce una messinscena che privilegia l’ascolto e la densità poetica del testo, restituendone l’eleganza ironica e la raffinatezza stilistica. A differenza della versione cinematografica resa celebre negli anni Novanta, qui è la parola a guidare lo spettatore dentro la complessità dell’opera, esaltandone il ritmo e la musicalità.
Protagonista sul palco è Salvatore Langella, interprete capace di incarnare tanto la figura della scrittrice quanto le metamorfosi di Orlando. La sua prova attoriale si fonda su una fluidità espressiva che accompagna con naturalezza il passaggio dal maschile al femminile, restituendo tutta la modernità e l’audacia del personaggio.
Un impianto scenico tra musica e visioni
A impreziosire lo spettacolo contribuiscono le musiche originali di Pericle Odierna, le suggestioni visive dell’installazione scenografica firmata da Andrea Maresca – lunghe pergamene che evocano pagine e pagine del romanzo – e il disegno luci di Umberto Fiore, capace di modellare atmosfere intime e visionarie.
I costumi e la direzione creativa sono curati da Karma B, che con il loro stile distintivo amplificano la dimensione fluida e trasformista della storia, sottolineandone l’anima contemporanea.
Con Parlami Orlando, il teatro diventa il luogo in cui la scrittura di Virginia Woolf torna a vibrare dal vivo, attraversando epoche e identità. Un omaggio appassionato a un romanzo che, ancora oggi, parla di libertà, desiderio e della necessità profonda di raccontarsi oltre ogni confine.
Roberto Puntato