Dalle note di Michele Bravi alle battaglie di Porpora Marcasciano, il Roma Pride celebra artisti, autori e protagonisti che stanno cambiando il modo di raccontare identità, diritti e inclusione
Non è solo un premio. È una fotografia del presente e, soprattutto, una dichiarazione d’intenti. In un’epoca in cui le storie che scegliamo di raccontare contribuiscono a definire la società che vogliamo costruire, il Roma Pride ha acceso i riflettori su chi, attraverso arte, spettacolo, letteratura e nuovi media, trasforma la rappresentazione in uno strumento di emancipazione.
Nella suggestiva cornice della Pride Croisette alle Terme di Caracalla, la prima edizione dei Premi Roma Pride ha celebrato figure che, con il proprio lavoro, hanno saputo dare voce alla pluralità delle esperienze umane e ampliare gli spazi di libertà per la comunità LGBTQIA+ e non solo. A guidare la serata è stata Paola Perego, da anni vicina alle tematiche legate ai diritti civili e all’inclusione.
Dietro le scelte della giuria – composta da esponenti del mondo della cultura, dell’informazione, dello spettacolo e dell’attivismo – c’è una visione chiara: riconoscere il valore di chi contribuisce a costruire nuovi immaginari, superando stereotipi e discriminazioni attraverso il potere delle narrazioni.
Tra i protagonisti della serata spicca Michele Bravi, premiato nella categoria Musica grazie a Genitore 3, brano che affronta con rara sensibilità il tema delle nuove famiglie e del diritto al riconoscimento affettivo e sociale.
Il Premio Spettacolo è andato a Lorenzo Balducci, artista che nel corso degli anni ha saputo intrecciare ricerca teatrale, impegno civile e rappresentazione autentica delle identità LGBTQIA+, diventando una delle voci più autorevoli del panorama culturale contemporaneo.
Per la Letteratura, il riconoscimento è stato assegnato a Fumetti Brutti e alla sua Trilogia Esplicita, opera che ha ridefinito il racconto dell’identità di genere, del corpo e dell’autodeterminazione attraverso un linguaggio innovativo, diretto e profondamente personale.
Grande attenzione anche per il cinema. Il Premio Cinema e Serie TV è stato conferito a Unicorni, il film diretto da Michela Andreozzi che affronta con delicatezza e autenticità questioni legate alla crescita, alla famiglia e alla libertà di essere sé stessi, senza cedere a semplificazioni o cliché.
A incarnare lo spirito della categoria Icona Queer è stata invece Priscilla Drag Queen, simbolo della cultura drag italiana e figura centrale nel percorso di visibilità e affermazione della comunità LGBTQIA+ nel nostro Paese.
Lo sguardo rivolto al presente e alle nuove forme di comunicazione ha portato il Premio New Media a Paolo Camilli, autore e creator capace di utilizzare il linguaggio digitale per raccontare la contemporaneità con ironia, intelligenza e una forte attenzione ai temi dell’inclusione.
Non poteva mancare un riconoscimento dedicato agli alleati della comunità. Il titolo di Ally dell’Anno è stato assegnato a Michela Andreozzi per il suo costante impegno nella promozione di una cultura aperta, rispettosa delle differenze e attenta ai diritti di tutte e tutti.
Momento particolarmente emozionante della serata è stata la consegna del Premio alla Carriera a Porpora Marcasciano, figura storica dell’attivismo LGBTQIA+ italiano. Scrittrice, militante e testimone di decenni di battaglie civili, Marcasciano rappresenta una memoria viva del movimento e un riferimento imprescindibile per le nuove generazioni.
Tra i riconoscimenti più significativi anche il Premio Speciale Roma Pride 2026, assegnato a Camilla Ardenzi in memoria di Ornella Vanoni, omaggio a una donna che ha attraversato la cultura italiana con indipendenza, anticonformismo e libertà di pensiero.
A chiudere il palmarès, la Menzione Speciale “La Karl Du Pigné”, realizzata insieme al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, conferita ad Alessandro Bandini per lo spettacolo Per Sempre di Giovanni Testori, esempio di ricerca artistica capace di valorizzare la complessità e la pluralità dell’esperienza umana.
Più che una semplice premiazione, i premi Roma Pride si candidano a diventare un osservatorio privilegiato sul cambiamento culturale in atto. Perché la conquista dei diritti passa anche attraverso le canzoni che ascoltiamo, i libri che leggiamo, i film che guardiamo e le storie che decidiamo di condividere. E ogni racconto inclusivo può diventare un passo avanti verso una società più libera, più consapevole e più giusta.
Roberto Puntato