Premiati campioni, progetti sociali e protagonisti di straordinarie storie umane: a Roma il riconoscimento che celebra lo sport come strumento di crescita, inclusione e legalità
Non soltanto vittorie, medaglie o record. Lo sport, nella sua essenza più profonda, è una scuola di vita. Insegna il rispetto delle regole, la responsabilità verso gli altri, la capacità di rialzarsi dopo una caduta e il valore dell’impegno quotidiano. È proprio questa visione ad aver animato la seconda edizione del Premio De Sanctis “Sport, Rispetto e Legalità”, andata in scena nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Una cerimonia che ha riunito istituzioni, campioni, rappresentanti del mondo economico e dell’informazione per celebrare non soltanto il successo sportivo, ma soprattutto le persone e i progetti capaci di trasformare lo sport in uno strumento di crescita civile e sociale.
Promosso dalla Fondazione De Sanctis nell’ambito della quindicesima edizione del prestigioso Premio De Sanctis, insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica e patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il riconoscimento ha premiato esempi concreti di legalità, inclusione e servizio alla collettività.
Lo sport come linguaggio universale
Ad aprire la manifestazione è stato il presidente della Fondazione De Sanctis, Francesco De Sanctis, che ha ricordato come la nuova sezione dedicata allo sport nasca dalla convinzione che l’attività sportiva rappresenti una delle più efficaci palestre di cittadinanza.
Un concetto ripreso anche dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che ha sottolineato il valore educativo dello sport, oggi riconosciuto persino dalla Costituzione italiana.
«Abbiamo sempre bisogno di buoni esempi», ha affermato il ministro, evidenziando come le storie premiate siano la dimostrazione concreta di quanto lo sport possa incidere positivamente sulla crescita delle persone e delle comunità.
Un richiamo forte anche alla figura di Francesco De Sanctis, che già nella seconda metà dell’Ottocento intuì l’importanza dell’educazione fisica nella formazione dei cittadini, anticipando una visione oggi più attuale che mai.
Del Piero, la grandezza della semplicità
Tra i protagonisti più attesi della serata, Alessandro Del Piero ha ricevuto il Premio De Sanctis per aver rappresentato nel corso della sua carriera un modello di correttezza, lealtà e responsabilità sociale.
La motivazione non si è limitata ai successi conquistati sul campo, ma ha voluto riconoscere soprattutto l’uomo capace di mantenere stile, equilibrio e coerenza nei momenti più esaltanti come in quelli più difficili.
L’ex capitano della Juventus ha colto l’occasione per rivolgere uno sguardo al futuro del calcio italiano, reduce da anni complicati sul piano internazionale.
«La terza mancata qualificazione al Mondiale è stata quasi un incubo, ma dobbiamo guardare avanti e lavorare tutti insieme per migliorare», ha dichiarato, invitando il movimento calcistico a trasformare le difficoltà in opportunità di rilancio.
Federica Brignone, la forza di tornare
Tra gli applausi della platea, il Premio De Sanctis è stato assegnato anche a Federica Brignone, simbolo dello sci alpino mondiale e protagonista assoluta delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
La campionessa azzurra è stata premiata non solo per i suoi straordinari risultati sportivi, ma per la determinazione con cui ha affrontato e superato un gravissimo infortunio, riuscendo a tornare ai vertici della disciplina.
«Prima di tutto volevo tornare a una vita normale. Poi ho inseguito il sogno delle Olimpiadi in casa», ha raccontato, trasformando la propria esperienza in un messaggio universale di resilienza.
La sua storia è stata indicata dalla giuria come uno dei più efficaci esempi di come il talento possa convivere con umiltà, sacrificio e responsabilità.
Chiara Mazzel, la vittoria più importante
Tra i momenti più emozionanti della cerimonia, il riconoscimento assegnato a Chiara Mazzel.
Dopo aver perso progressivamente la vista a causa di un glaucoma diagnosticato in giovane età, l’atleta ha trovato nello sci alpino paralimpico una nuova prospettiva di vita, costruendo una carriera culminata con successi internazionali e il ruolo di portabandiera dell’Italia alle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026.
«La mia vittoria più grande non sono state le medaglie, ma aver ripreso in mano la mia vita», ha raccontato davanti al pubblico.
Parole che hanno sintetizzato perfettamente il senso del premio: celebrare chi riesce a trasformare le difficoltà in opportunità.
La “Curva dei Miracoli” che cambia il volto di un quartiere
Non soltanto campioni individuali. Il Premio De Sanctis ha voluto valorizzare anche realtà capaci di utilizzare lo sport come motore di trasformazione sociale.
È il caso di Calciosociale – “Curva dei Miracoli”, il progetto ideato da Massimo Vallati nel quartiere romano di Corviale.
Attraverso il calcio, l’iniziativa ha creato uno spazio di inclusione e crescita per giovani e famiglie, diventando un modello riconosciuto di rigenerazione urbana e cittadinanza attiva.
Un esempio concreto di come un campo sportivo possa trasformarsi in un presidio educativo e sociale.
Gli eroi silenziosi del mare
Particolarmente toccante il riconoscimento assegnato a DAN Europe e ai soccorritori finlandesi Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, protagonisti di una complessa missione di recupero nelle Maldive nel maggio 2026.
A ritirare il premio è stato Grönqvist, che con grande semplicità ha spiegato il senso del proprio lavoro.
«Abbiamo fatto soltanto il nostro dovere», ha detto, ricevendo uno degli applausi più lunghi della serata.
Parole semplici che hanno restituito il significato più autentico del servizio alla collettività.
Fair play e lotta ai pregiudizi
Tra le menzioni speciali, spazio anche a Tommaso Fumagalli, protagonista di un gesto di straordinaria correttezza durante una partita di Serie B.
Accortosi dell’infortunio del portiere avversario mentre stava per segnare, il calciatore ha scelto di fermare volontariamente l’azione, rinunciando a una possibile rete in nome del rispetto per l’avversario.
Premiato anche il Parma Calcio 1913 per la campagna “Stop Asking Stupid Questions. It’s Just Football”, realizzata in occasione della Giornata Internazionale della Donna 2026.
Un’iniziativa che ha sfidato stereotipi e pregiudizi sul calcio femminile, promuovendo una cultura sportiva fondata sull’uguaglianza e sul rispetto.
Il ricordo di Alex Zanardi
La serata si è conclusa con un omaggio particolarmente significativo ad Alex Zanardi.
Il campione emiliano continua infatti a rappresentare uno dei simboli più potenti dello sport mondiale: una figura capace di trasformare ogni ostacolo in una nuova partenza, diventando un punto di riferimento per milioni di persone.
Un tributo che ha ricordato come la grandezza di un atleta non si misuri soltanto nelle vittorie, ma nella capacità di lasciare un segno nella vita degli altri.
Un premio che guarda oltre il risultato
Questa edizione del Premio De Sanctis “Sport, Rispetto e Legalità” ha confermato una convinzione semplice ma fondamentale: il vero successo sportivo non coincide necessariamente con una medaglia o un trofeo.
Talvolta si manifesta in un gesto di fair play, nella forza di rialzarsi dopo una sconfitta, nella scelta di dedicare il proprio talento agli altri o nella capacità di costruire comunità attraverso lo sport.
È lì che nascono gli esempi destinati a durare nel tempo. Ed è proprio lì che il Premio De Sanctis ha deciso di puntare il suo sguardo.
Giancarlo Giove