Un viaggio teatrale tra generazioni, desideri e ribellioni nate mezzo secolo fa. In scena dal 20 al 25 gennaio
Cinquant’anni dopo la pubblicazione di Porci con le ali, il romanzo-manifesto che scosse l’Italia degli anni Settanta, il teatro torna a interrogarsi su quella stagione di passioni, ideologie e scoperte. Lo fa attraverso Quando i genitori erano “Porci con le ali”, il nuovo testo di Silvano Spada, in scena all’OFF/OFF Theatre da martedì 20 a domenica 25 gennaio, in debutto nazionale.
Lo spettacolo, interpretato da Manuela Zero e Mauro Racanati, prende le mosse da un anniversario letterario importante per trasformarlo in materia viva, scenica, capace di dialogare con il presente. Non si tratta di un adattamento diretto del celebre romanzo di Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice, ma di un omaggio critico e affettivo: una riflessione su ciò che quel libro ha rappresentato e su come le sue provocazioni risuonino ancora oggi.
Spada costruisce un racconto che attraversa il tempo e le generazioni. Al centro, la scoperta dell’amore e della sessualità, vissuta inizialmente con l’ingenuità e l’urgenza tipiche dell’adolescenza, per poi aprirsi a territori più complessi, trasgressivi e fluidi. Emergono le differenze tra immaginari maschili e femminili, tra desiderio e ideologia, tra sogni di cambiamento e la difficoltà concreta di affrontare i conflitti della vita reale.
Il testo mette in dialogo epoche diverse, evidenziando continuità e fratture tra genitori, figli e nipoti: dai Baby Boomers alla Generazione X, dai Millennials fino alla Generazione Z. Cambiano i contesti storici, il linguaggio e i riferimenti culturali, ma resta centrale la domanda su come si costruisce l’identità, affettiva e politica, in una società che spesso fatica a trovare risposte profonde ai propri problemi.
La messinscena si affida allo spazio scenico e alle luci di Umberto Fiore, che accompagnano il racconto con sobrietà e precisione, mentre l’assistenza alla regia è curata da Orazio Rotolo Schifone. Ne nasce uno spettacolo essenziale e intenso, che invita il pubblico a guardare indietro per comprendere meglio il presente.
Quando i genitori erano “Porci con le ali” non è solo una celebrazione nostalgica, ma un’occasione per riflettere su quanto di quella rivoluzione emotiva e culturale sia stato tramandato — o smarrito — nel passaggio di testimone tra le generazioni. Un teatro che interroga la memoria per parlare, con lucidità, dell’oggi.
Roberto Puntato