All’Argot Studio di Roma, il nuovo appuntamento di “Green Days – nel tempo che resiste” trasforma una stazione ferroviaria in un luogo sospeso tra memoria, desiderio e seconde possibilità
C’è un momento, nella vita di ciascuno, in cui tutto potrebbe ancora accadere. Un istante fragile, quasi invisibile, che vive nello spazio tra due sguardi, tra una mano che esita e una parola mai pronunciata. È da questa sospensione emotiva che nasce “IF (sulle possibilità di un incontro)”, lo spettacolo di e con Gaia Amico e Nicola Lorusso, in scena il 16 e 17 maggio all’Argot Studio di Roma all’interno della rassegna under 35 “Green Days – nel tempo che resiste”, curata da Dominio Pubblico.
Premiato con il Premio SCINTILLE 2025 e il Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2024, “IF” non racconta semplicemente una storia d’amore: mette in scena il mistero stesso dell’incontro umano. Lo fa attraverso un linguaggio poetico e visivo che unisce teatro fisico, puppetry e musica originale, conducendo lo spettatore in un territorio emotivo rarefatto, dove il tempo sembra rallentare fino quasi a fermarsi.
La scena è essenziale: una panchina in una stazione ferroviaria, due anziani sconosciuti in attesa dell’ultima coincidenza. Lui osserva l’orizzonte aggrappato al suo bastone, lei custodisce un vecchio fazzoletto come fosse un frammento di memoria. Tra silenzi, esitazioni e piccoli movimenti nasce lentamente qualcosa di inatteso. Un contatto minimo, eppure capace di spalancare mondi interiori.
Alle loro spalle compaiono due figure giovani, quasi fantasmi della memoria o desideri rimasti incompiuti. Sono proiezioni di ciò che è stato — o forse di ciò che avrebbe potuto essere — e accompagnano i protagonisti in un delicato dialogo senza parole fatto di goffi corteggiamenti, tenerezza e ironia. Il risultato è un piccolo universo scenico sospeso tra vita e morte, nostalgia e speranza.
Lo spettacolo si inserisce perfettamente nel percorso di “Green Days – nel tempo che resiste”, rassegna che negli ultimi anni si è imposta come uno dei progetti più interessanti dedicati alla nuova scena contemporanea under 35. Non un semplice cartellone teatrale, ma un laboratorio generazionale in cui i giovani non sono soltanto spettatori: diventano curatori, selezionatori, interlocutori attivi.
La direzione artistica partecipata di Dominio Pubblico, composta da ragazze e ragazzi della Gen Z, continua infatti a interrogarsi sulle grandi inquietudini del presente: identità, futuro, memoria collettiva, relazioni intergenerazionali, responsabilità civile. Dopo aver attraversato domande come “Il futuro ha i giorni contati?” e “Che ne sarà di noi?”, questa terza edizione sceglie di soffermarsi sulla resistenza: quella emotiva, culturale, politica e umana.
In un’epoca dominata dalla velocità e dalla disconnessione, il teatro torna così a essere uno spazio necessario di vicinanza reale. Un luogo in cui fermarsi, ascoltare e immaginare nuove possibilità. Anche quelle più fragili. Anche quelle che nascono semplicemente da uno sguardo condiviso su una panchina.
Ogni spettacolo della rassegna sarà accompagnato da un talk di approfondimento curato dalla Redazione Under 25 di Dominio Pubblico, creando un dialogo diretto tra artisti, pubblico e nuove generazioni. Una scelta che conferma la volontà di trasformare il teatro in esperienza partecipata e collettiva, capace di parlare al presente senza rinunciare alla poesia.
Alberto Leali