Dagli eroi imperfetti alle grandi figure femminili, passando per memoria storica e contemporaneità: la nuova stagione Rai punta su identità, coraggio e dialogo con il pubblico
La stagione 2026 delle fiction Rai, presentata all’Auditorium Parco della Musica di Roma, si annuncia come una delle più ricche e ambiziose degli ultimi anni. Da gennaio a maggio andranno in onda oltre cento prime serate su Rai1, Rai2 e Rai3, per più di 435 ore di racconto seriale. Al centro della proposta c’è un’idea chiara: raccontare l’Italia attraverso personaggi riconoscibili, imperfetti, immersi nelle contraddizioni del presente, senza rinunciare alla forza popolare delle grandi serie amate dal pubblico. A delineare questa visione è stata la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati, che ha parlato di un’offerta capace di rinnovarsi continuamente, intrecciando storie civili, biografie, saghe familiari, thriller e commedie, mantenendo vivo il dialogo con gli spettatori.
Tra le novità più attese spicca “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”, con Alessandro Gassmann nei panni dell’avvocato Guido Guerrieri, personaggio nato dai romanzi di Gianrico Carofiglio. È un legal drama intimo e contemporaneo, che racconta un uomo brillante ma pieno di contraddizioni, alle prese con casi complessi e con una crisi personale che lo costringe a rimettere in discussione le proprie certezze.
Un’altra figura centrale del nuovo palinsesto è quella di Luisa Ranieri in “La Preside”, ispirata alla storia reale di Eugenia Canfora. La serie è ambientata in una scuola difficile e racconta il coraggio di una dirigente scolastica che crede nell’istruzione come strumento di riscatto sociale, affrontando resistenze, solitudine e responsabilità enormi pur di offrire un futuro diverso ai suoi studenti.
Il racconto della cronaca recente entra invece in “L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro”, la serie con Lino Guanciale e Ninni Bruschetta che ricostruisce la lunga e complessa indagine culminata con l’arresto del boss mafioso. Il progetto punta a restituire la dimensione umana e investigativa di una delle pagine più delicate della storia italiana contemporanea, evitando toni sensazionalistici.
Lo sguardo sociale è al centro anche di “Estranei”, con Elena Radonicich nel ruolo di una carabiniera chiamata a indagare sulla scomparsa di due giovani in una comunità segnata dalla convivenza tra italiani e cittadini sikh. Il giallo diventa così occasione per riflettere su integrazione, pregiudizi e ferite collettive, dando spazio ai silenzi e alle fratture di una realtà complessa.
La memoria storica torna protagonista in “Un futuro aprile”, dove Francesco Montanari interpreta il giudice Carlo Palermo, uomo segnato da un destino più grande di lui e da un senso di colpa profondo. Allo stesso filone appartiene “Rosso volante”, con Giorgio Pasotti nei panni di Eugenio Monti, campione di bob che scelse la lealtà sportiva prima della vittoria, diventando simbolo di un’etica rara nello sport agonistico.
Il racconto delle radici familiari attraversa “Prima di noi”, con Maurizio Lastrico, una saga intergenerazionale che segue una famiglia italiana dal mondo rurale del primo Novecento fino ai grandi cambiamenti sociali e culturali del Paese. Una storia che riflette su cosa significhi appartenere a una comunità e trasmetterne i valori nel tempo.
Tra i nuovi progetti figurano anche “Uno sbirro in Appennino”, con Claudio Bisio, storia di un poliziotto alle prese con un territorio isolato e complesso, e “Morbo K – Chi salva una vita salva il mondo intero”, con Giacomo Giorgio, che rievoca un episodio straordinario della Seconda guerra mondiale, quando un gruppo di medici riuscì a salvare numerose vite inventando una falsa malattia per proteggere i perseguitati. Con “Le libere donne”, che vede nel cast anche Lino Guanciale e Fabrizio Biggio, la fiction Rai torna, invece, a raccontare figure femminili capaci di rompere schemi e convenzioni in epoche e contesti ostili. La serie è infatti ambientata in un manicomio femminile negli anni Quaranta e dà voce a donne considerate “scomode” o fuori norma, esplorando il confine tra controllo sociale, fragilità e desiderio di libertà.
Grande attenzione è riservata anche ai grandi progetti-evento. Beppe Fiorello e Gabriella Pession sono protagonisti di “Città di vita”, serie ambientata durante l’Impresa di Fiume e incentrata su un reduce di guerra dipendente dalla morfina che finisce al servizio di Gabriele D’Annunzio, in un racconto che intreccia utopia, arte e disillusione. Serena Rossi guida invece “La famiglia Panini”, ispirata alla vera storia di Olga Panini, donna rimasta vedova con otto figli che, in un’Italia devastata dalla guerra, ebbe l’intuizione di creare il collezionismo per ragazzi, dando origine a un fenomeno culturale senza precedenti.
Accanto alle novità, il 2026 segna il ritorno di molte serie simbolo della Rai. Luca Argentero e Matilde Gioli tornano con “DOC – Nelle tue mani”, che continua a raccontare la sanità pubblica italiana attraverso casi clinici e legami umani. Vanessa Scalera riprende il ruolo dell’iconica “Imma Tataranni – Sostituto procuratore 5”, magistrato fuori dagli schemi che unisce rigore e passione. In “Don Matteo 15”, Raoul Bova affronta una nuova crisi interiore di don Massimo, combattuto tra fede e passato, affiancato dall’immancabile Nino Frassica.
Torna anche “Mare Fuori 6”, con Carmine Recano ancora nei panni del comandante Massimo, mentre i ragazzi dell’IPM saranno chiamati a compiere scelte decisive sul proprio futuro, in una stagione segnata da nuovi personaggi e da un cambio di sguardo registico. Completano il quadro il ritorno di “Cuori 3”, “Gloria 2” e della serie con Elena Sofia Ricci dedicata a Teresa Battaglia, figura femminile segnata dal dolore ma capace di riconoscere e comprendere quello degli altri.
Nel complesso, la fiction Rai del 2026 si propone come un grande racconto collettivo: un mosaico di storie che parlano di giustizia, educazione, memoria, famiglia e identità. Un’offerta che, nel segno del Servizio Pubblico, punta a intrattenere ma anche a interrogare la società, mettendo al centro volti e storie capaci di rispecchiare la complessità del Paese.
Alberto Leali