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Con Regretting You, Josh Boone – già regista di Colpa delle stelle – torna a confrontarsi con l’universo delle emozioni adolescenziali e familiari adattando un altro popolarissimo romanzo di Colleen Hoover. Il risultato, però, è un melodramma che ambisce a intrecciare lutto, segreti e crescita personale, senza riuscire a trovare un equilibrio tra i diversi filoni narrativi.
La storia si apre con quattro inseparabili amici del liceo: Morgan, la sorella Jenny, e i loro compagni di banco Chris e Jonah. Una gravidanza inattesa spinge Morgan e Chris verso un matrimonio precoce, mentre gli altri due giovani iniziano una vita insieme. Diciassette anni dopo, ritroviamo Morgan e Chris genitori della sedicenne Clara, aspirante attrice innamorata del cinefilo Miller; Jenny e Jonah, invece, hanno da poco accolto il loro primo figlio.
La calma apparente viene spezzata da un tragico incidente d’auto che porta via Chris e Jenny. La doppia perdita travolge Morgan, Jonah e soprattutto Clara, costretta ad affrontare un dolore improvviso mentre i rapporti con la madre erano già tesi. Le rivelazioni che emergono dopo la tragedia – in particolare la relazione clandestina tra Chris e Jenny – gettano tutti nello sconcerto e costringono Morgan e Jonah a fare i conti con un tradimento che annienta certezze, ma che allo stesso tempo riapre la porta a un sentimento represso dai tempi dell’adolescenza.
Boone costruisce due percorsi paralleli: da un lato la formazione emotiva di Clara, combattuta tra ambizioni artistiche non approvate dai genitori, prime passioni, scoperta della sessualità e un dolore che la travolge senza avvertimento; dall’altro il percorso di Morgan, una donna costretta a rimettere insieme i pezzi della propria vita mentre affronta responsabilità gravose, un neonato rimasto senza madre, la distanza emotiva con la figlia e il tentativo di ritrovare sé stessa e la propria creatività.
Il film, tuttavia, non trova mai un vero centro. L’intreccio stratifica eventi, conflitti e rivelazioni fino a diventare ridondante e frammentario. Le scene oscillano tra momenti di dolore intensissimo e passaggi da commedia romantica adolescenziale, senza una linea emotiva coerente. Il modello vincente di It Ends With Us – primo grande successo tratto da Hoover – sembrava garantire una serie di nuovi adattamenti altrettanto fortunati, ma Regretting You mostra quanto sia fragile quell’equilibrio.
Uno dei limiti più evidenti è la scarsa chimica tra gli interpreti. Allison Williams, Scott Eastwood, Dave Franco e Willa Fitzgerald, chiamati a interpretare i protagonisti sia da adolescenti sia da adulti, risultano spesso poco convincenti: qualche variazione di trucco non basta a mascherare l’età reale degli attori, né a rendere credibili le dinamiche sentimentali iniziali. Anche nella parte ambientata nel presente, le interazioni appaiono forzate e poco incisive, come se ciascun interprete recitasse entro i propri registri abituali senza una guida registica forte. Williams, pur dotata, non riesce a dare profondità ai momenti più drammatici, mentre Eastwood e Franco si limitano al minimo indispensabile.
A salvare parzialmente l’insieme è la giovane McKenna Grace, capace di restituire alcuni attimi di autenticità, soprattutto quando Clara cerca di dare un nome a emozioni contrastanti – rabbia, desiderio, smarrimento – innescate dalle scoperte su sua madre e sulla relazione tra Morgan e Jonah. Sono brevi lampi di intensità che però si dissolvono subito, soffocati da un impianto narrativo che corre senza convinzione tra lutto, romanticismo e colpi di scena.
In definitiva, Regretting You tenta di fondere drammi familiari, tensioni sentimentali e cronache di crescita adolescenziale, ma finisce per disperdere tutto in un racconto che non trova mai la sua vera voce. Se It Ends With Us aveva mostrato come il mondo di Hoover potesse funzionare sul grande schermo, questo nuovo adattamento lascia dubbi sul futuro della mini–ondata di film tratti dai suoi romanzi.
Maria Grande