Al cinema dal 12 marzo distribuito da Universal Pictures
Reminders of Him – La parte migliore di te, adattamento cinematografico dell’omonimo bestseller di Colleen Hoover, racconta una storia che mescola melodramma, romance e percorso di redenzione, costruita attorno a una protagonista profondamente imperfetta.
Kenna Rowan torna nella sua città dopo sette anni di carcere, condannata per la morte del suo compagno Scotty in un incidente d’auto causato da una guida in stato di ebbrezza. Uscita di prigione, porta con sé un unico obiettivo: incontrare la figlia Diem, nata mentre lei stava scontando la pena e cresciuta dai nonni paterni, Patrick e Grace, che non hanno alcuna intenzione di permetterle di entrare nella vita della bambina.
Il ritorno a casa diventa quindi un percorso doloroso e accidentato, fatto di diffidenza, sensi di colpa e tentativi di ricominciare da zero, tra lavori precari, un motel malandato come rifugio temporaneo e l’ostinazione di dimostrare di meritare una seconda possibilità.
In questo contesto Kenna incontra Ledger, il proprietario di un bar che decide di offrirle un impiego senza sapere inizialmente chi sia davvero; l’uomo scoprirà presto che la ragazza è legata in modo tragico al suo passato, perché era il migliore amico di Scotty e mantiene ancora un forte legame con la sua famiglia e con la piccola Diem. Da questa premessa prende forma un racconto che alterna il desiderio di redenzione della protagonista alla nascita di un sentimento inatteso tra due persone accomunate dalla stessa perdita.
La regista Vanessa Caswill affronta un materiale narrativo emotivamente molto carico, cercando di mantenere l’equilibrio tra il dramma personale e la componente romantica, ma il film fatica talvolta a trovare un ritmo davvero incisivo: la storia sembra muoversi verso una direzione abbastanza prevedibile e, per allungare il percorso verso il confronto finale, ricorre a diversi passaggi narrativi che appaiono più dilatori che necessari.
Anche la voce fuori campo di Kenna, composta dalle lettere che la donna scrive al compagno morto, non sempre aggiunge profondità alle immagini e in alcuni momenti finisce per spiegare ciò che lo spettatore ha già compreso. Nonostante questi limiti, il film trova la sua forza nella figura centrale della protagonista, resa con grande intensità da Maika Monroe, che costruisce un personaggio fragile e determinato allo stesso tempo, segnato dal rimorso ma incapace di arrendersi all’idea che il proprio errore debba definire per sempre la sua esistenza. La sua interpretazione restituisce tutte le contraddizioni di una donna sospesa tra colpa e desiderio di riscatto, rendendo credibile la lotta per riappropriarsi di una vita che sembra ormai irrecuperabile.
Accanto a lei, Tyriq Withers interpreta Ledger con sensibilità, incarnando un uomo combattuto tra la lealtà verso la famiglia dell’amico scomparso e la crescente empatia per una donna che tutti considerano soltanto una colpevole. Il film ruota proprio attorno a questo dilemma morale: quanto spazio si può concedere al perdono quando il dolore è ancora così vivo?
Caswill prova a raccontare il reinserimento di chi ha pagato il proprio debito con la giustizia e si trova comunque escluso dalla comunità, toccando temi come la maternità negata, il peso del lutto e la difficoltà di concedere una seconda possibilità. Alcuni elementi simbolici, come il ricordo della canzone “Yellow” dei Coldplay che accompagna il tragico incidente iniziale, suggeriscono il legame tra memoria, trauma e musica, ma l’idea resta solo parzialmente sviluppata nel corso della narrazione.
Nel complesso Reminders of Him – La parte migliore di te rimane un melodramma sentimentale dal cuore sincero, capace di emozionare soprattutto grazie alla sua protagonista e alla dimensione intima del racconto, anche se la sceneggiatura non sempre riesce a trasformare la materia del romanzo in un film altrettanto incisivo. Il risultato è un’opera che alterna momenti autenticamente toccanti ad altri più prevedibili, ma che riesce comunque a mantenere viva l’attenzione grazie al ritratto di una donna che prova, con ostinazione e dolore, a ricostruire il proprio posto nel mondo.
Alessandra Broglia