Il 13 e 14 marzo Antonio Rezza e Flavia Mastrella riportano in scena uno dei loro lavori più celebri: un viaggio visionario e anticonvenzionale sull’esistenza
Dopo alcuni anni di assenza dalle scene romane, Fratto_X torna nella capitale il 13 e 14 marzo al Teatro Palladium dell’Università Roma Tre, riportando in scena uno degli spettacoli più rappresentativi del duo artistico formato da Antonio Rezza e Flavia Mastrella. Considerato ormai un cult del teatro contemporaneo, il lavoro continua a interrogare il pubblico anche a oltre dieci anni dal suo debutto.
Insieme da più di trent’anni, Rezza e Mastrella hanno costruito un linguaggio scenico unico e riconoscibile, in cui performance, arte visiva e scrittura teatrale si fondono in forme radicali e spesso provocatorie. Fratto_X rappresenta pienamente questa poetica: uno spettacolo anticonvenzionale che sfugge a definizioni semplici e mette al centro una riflessione spiazzante sull’esistenza e sulle dinamiche del potere.
In scena si incontrano due presenze – interpretate da Antonio Rezza e Ivan Bellavista – impegnate in un dialogo serrato e paradossale sull’essere umano e sul suo rapporto con il mondo. Attorno a loro prende forma l’habitat scenico ideato da Flavia Mastrella: drappeggi, oggetti e strutture che non sono semplici elementi di scenografia ma vere e proprie sculture vive, capaci di trasformarsi e dialogare con gli attori.
Lo spettacolo procede per accumulo di immagini, personaggi e visioni. Rezza attraversa la scena moltiplicando identità e registri espressivi, alternando ironia corrosiva e riflessioni lucide. Il risultato è un flusso teatrale imprevedibile, che smonta convenzioni narrative e mette in discussione i linguaggi stessi del teatro, del cinema e della letteratura.
L’universo visivo immaginato da Mastrella amplifica questa tensione. L’“habitat” di Fratto_X nasce da suggestioni fotografiche e da una ricerca sull’immagine tridimensionale: superfici, materiali e figure antropomorfe costruiscono uno spazio scenico che evoca un mondo sospeso tra carne, materia e simbolo, dove i personaggi sembrano intrappolati in una dimensione dominata da persuasioni collettive e inutilità esistenziali.
Il ritorno al Palladium ha per gli artisti anche un valore speciale. «È importante per noi tornare in questo teatro dopo qualche anno di assenza», racconta Antonio Rezza, ricordando l’ultima presenza legata al progetto Audience Revolution. «Per due giorni viviamo il quartiere Garbatella con uno sguardo diverso».
Dello stesso avviso Flavia Mastrella: «Il Palladium è sempre un luogo stimolante. Il pubblico, compreso quello degli studenti e delle studentesse, è molto attento ed esigente».
Un ritorno atteso dunque, non solo per la comunità universitaria ma per l’intera città: due serate in cui uno degli spettacoli più iconici del teatro contemporaneo torna a confrontarsi con il pubblico romano, mantenendo intatta la sua forza visionaria e provocatoria.
Roberto Puntato