Un concerto scenico tra parola, musica e nostalgia del possibile. Dal 12 al 14 febbraio
Dal 12 al 14 febbraio 2026, il TeatroBasilica accoglie GIULIETTA E ROMEO – stai leggero nel salto, progetto firmato da Roberto Latini, che ne cura drammaturgia e regia e lo interpreta in scena insieme a Federica Carra. Una produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi che attraversa Shakespeare con passo obliquo, scegliendo di fermarsi non sull’inevitabile tragedia, ma su ciò che la precede: l’istante in cui l’amore accade.
Latini costruisce uno spettacolo essenziale e musicale, un vero e proprio concerto scenico, in cui la parola diventa suono, ritmo, respiro. La partitura nasce dalle uniche scene in cui Romeo e Giulietta sono insieme: pochi momenti, ma decisivi. Non la storia intera, dunque, bensì l’occasione. Quella soglia luminosa in cui il futuro si lascia intravedere prima di spezzarsi.
Cinque quadri scandiscono la struttura dello spettacolo come movimenti di una suite: l’incontro, il balcone, il matrimonio, l’alba e la cripta. Capitoli che portano titoli-sussurro, quasi indicazioni musicali, e che si reggono su un dialogo assoluto: solo Romeo e Giulietta, uno di fronte all’altra, nella materia viva delle parole che si scambiano. Intorno, le musiche e il suono di Gianluca Misiti, le luci e la direzione tecnica di Max Mugnai, i costumi di Daria Latini e i video del Collettivo Treppenwitz contribuiscono a creare uno spazio sospeso, intimo, attraversato dal tempo.
In questa rilettura, Giulietta e Romeo diventano il racconto di un futuro mancato, di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Una tragedia che parla di nostalgia, di quella particolare malinconia che nasce dal sapere già come andranno le cose, e dal riconoscere in quella storia qualcosa che ci appartiene. Il rimpianto per le occasioni non colte, per i salti che avremmo potuto fare, per l’amore quando chiedeva coraggio e leggerezza insieme.
È qui che lo spettacolo tocca il presente. Romeo e Giulietta non sono solo due ragazzi di Verona, ma diventano specchio di chi guarda: di chi ricorda se stesso più giovane, di chi sente ancora addosso pensieri, slanci e paure di allora. L’unica vera tragedia, sembra dirci Latini, è il tempo che passa e ci allontana da quella disponibilità totale alla vita. Eppure la domanda resta la stessa, oggi come allora: se l’amore chiede di saltare, l’unica condizione possibile è farlo restando leggeri.
Roberto Puntato