Il capolavoro inquieto in scena dal 17 al 22 marzo tra memoria, verità nascoste e tensione psicologica
Dal 17 al 22 marzo la Sala Umberto accoglie “Improvvisamente l’estate scorsa”, uno dei testi più intensi e perturbanti di Tennessee Williams, proposto in una nuova messinscena diretta da Stefano Cordella. In scena un cast guidato da Laura Marinoni insieme a Elena Callegari, Ion Donà, Leda Kreider ed Edoardo Ribatto, per uno spettacolo che affronta le ombre della memoria e i meccanismi della manipolazione affettiva.
Il dramma, presentato per gentile concessione della University of the South di Sewanee (Tennessee), arriva sul palcoscenico romano con la traduzione di Monica Capuani, studiosa e traduttrice che da anni si dedica alla drammaturgia anglofona contemporanea. Lo spettacolo si avvale inoltre delle scene di Guido Buganza, dei costumi di Ilaria Ariemme, del disegno luci firmato da Marzio Picchetti e delle musiche originali di Gianluca Agostini.
Dopo aver prodotto nella stagione 2019/2020 “Lo zoo di vetro”, il LAC torna dunque a confrontarsi con l’universo teatrale di Williams, scegliendo un testo meno frequentato ma tra i più autobiografici dell’autore americano. “Improvvisamente l’estate scorsa” affonda infatti le radici in una vicenda personale che segnò profondamente la sua vita: la lobotomia subita nel 1943 dalla sorella Rose, autorizzata dalla madre. Un trauma che influenzò profondamente la sua scrittura e che riecheggia in modo evidente nella trama della pièce.
La vicenda prende avvio dalla misteriosa morte di Sebastian Venable, giovane sensibile che aspirava a diventare poeta. L’episodio, avvenuto durante un viaggio estivo a Cabeza de Lobo, viene raccontato attraverso versioni contrastanti. Da un lato quella della madre, Violet Venable, determinata a difendere la memoria del figlio e il prestigio della famiglia; dall’altro quella della cugina Catharine Holly, che fu con Sebastian negli ultimi giorni della sua vita e che sostiene di conoscere la verità su quanto accaduto.
A tentare di ricostruire i fatti è il dottor Cukrowicz, psichiatra incaricato di valutare Catharine e, su richiesta della famiglia, di sottoporla a un intervento di lobotomia che potrebbe cancellare per sempre la sua testimonianza. Attorno a questo nodo drammatico si muovono anche la madre di Catharine, Mrs Holly, e il fratello George, figure che sembrano più interessate ai vantaggi personali che alla ricerca della verità.
Il risultato è una tensione narrativa che assume i contorni di un vero e proprio thriller psicologico. La scena diventa uno spazio mentale dove ricordi, allucinazioni e traumi si intrecciano, rivelando lentamente ciò che è stato rimosso o nascosto. Cordella costruisce così una discesa nelle zone più oscure della memoria, popolata da personaggi che oscillano continuamente tra vittime e responsabili.
Nel mondo immaginato da Williams, anche i gesti più affettuosi possono trasformarsi in strumenti di controllo o di ricatto. Denaro, desiderio e bisogno di proteggere le apparenze diventano le leve con cui i protagonisti tentano di manipolare gli altri e riscrivere la realtà.
Giovedì 19 marzo, al termine della replica delle ore 19, il pubblico avrà inoltre l’occasione di incontrare la compagnia in un appuntamento speciale di approfondimento. L’incontro, moderato dal giornalista e critico teatrale Sergio Lo Gatto, offrirà un momento di confronto diretto con gli artisti sul processo creativo e sui temi dello spettacolo.
Alberto Leali