Dal 7 al 10 maggio, Serena Rossi porta in scena un ritratto poetico e vibrante di Napoli, tra mito, musica e memoria collettiva
Non è semplicemente teatro, e non è soltanto musica. “SereNata a Napoli” è un’esperienza sensoriale che travolge, accarezza e conquista. Ideato e interpretato da Serena Rossi, lo spettacolo si configura come una dichiarazione d’amore potente e sincera, capace di trasformare Napoli in un racconto vivo, pulsante, universale.
Sul palco, la città si fa voce, corpo e respiro. Napoli non è più solo un luogo geografico, ma una creatura mitologica che si muove tra leggenda e realtà, evocata attraverso un intreccio raffinato di parole e note. Dalla figura ancestrale di Partenope ai suoni intimi dei vicoli, dalle esplosioni festose delle tradizioni popolari fino alle dolci ninne nanne tramandate nel tempo, ogni elemento contribuisce a costruire una narrazione intensa e profondamente evocativa.
Serena Rossi guida questo viaggio con una presenza scenica magnetica, alternando delicatezza e potenza interpretativa. La sua voce non si limita a cantare: racconta, accoglie, restituisce l’anima di una città complessa e affascinante. Accanto a lei, un ensemble musicale di straordinario livello diventa parte integrante della narrazione, creando un dialogo continuo tra suono e parola sotto la direzione del Maestro Valeriano Chiaravalle.
A rendere ancora più immersiva l’esperienza, contribuiscono le suggestive immagini storiche e gli interventi visivi che arricchiscono il racconto, trasformando lo spettacolo in un mosaico artistico dove passato e presente si fondono armoniosamente. Ogni dettaglio – dalla regia attenta e sensibile alla cura estetica dei costumi – concorre a costruire un universo scenico elegante e coinvolgente.
“SereNata a Napoli” supera i confini della rappresentazione teatrale per diventare un atto d’identità. È il ritratto di una città che vive di contrasti, che soffre e ama con la stessa intensità, che conserva le sue radici guardando al futuro. È un invito a lasciarsi trasportare, a riconoscere nella cultura e nella memoria una forma di bellezza senza tempo.
In questo viaggio emozionale, Napoli non viene semplicemente raccontata: viene vissuta. E il pubblico, inevitabilmente, ne esce cambiato.
Roberto Puntato