Dieci giorni tra performance, danza, musica e pensiero critico. Dal 3 al 12 settembre oltre 65 appuntamenti e 40 artisti internazionali trasformano la città in un laboratorio aperto di immaginazione, decolonizzazione e nuove comunità
Roma si prepara ad accogliere la ventunesima edizione di Short Theatre, il festival internazionale dedicato alle performing arts che dal 3 al 12 settembre 2026 trasformerà la capitale in una geografia mobile della creazione contemporanea. Dieci giorni, oltre 65 appuntamenti e circa 40 tra artisti, compagnie e progettualità provenienti da Europa, Africa, Americhe e Asia daranno vita a un programma che attraversa confini, linguaggi e immaginari.
Cuore pulsante del festival saranno gli spazi della Pelanda del Mattatoio, affiancati da Teatro India, Teatro Vittoria, Orto Botanico, MACRO, Museo delle Civiltà e Cinema Troisi. Un ecosistema culturale diffuso che fa della città stessa una grande scena performativa.
L’Orto Botanico apre il festival
L’inaugurazione del 3 settembre si svolgerà all’Orto Botanico con un percorso immersivo tra natura, suono e performance. La riflessione sul paesaggio di Annalisa Metta inaugurerà il ciclo pedagogico CLASSE, mentre le serre saranno attraversate dalle sonorizzazioni di Oscar Ngu Atanga e LEMMO.
Tra gli appuntamenti più attesi figurano:
- Dance for Nothing (revisited) di Eszter Salamon
- QUIXOTE_a rose is not a rose di Industria Indipendente con Annamaria Ajmone
- la ricerca performativa su Ganimede di Vanasay Khamphommala
- gli interventi di Rhuena Bracci e Fedra Morini
- il rito sonoro Naturale sconosciuto di Mariangela Gualtieri
- DOWN della coreografa svizzera Melissa Guex
Decolonizzare la memoria
Uno dei fili conduttori di ST26 sarà la rilettura critica delle eredità coloniali.
Muna Mussie presenterà il progetto itinerante Cinema Impero Roma tra Cinema Troisi, Museo delle Civiltà e MACRO. Betty Tchomanga porterà Histoire(s) Décoloniale(s), mentre Dorothée Munyaneza presenterà Moi, toi, Tituba e il dispositivo curatoriale Myriade, che coinvolgerà anche GILDAA e il progetto audiovisivo Except this time nothing comes back from the ashes di Asmaa Jama e Gouled Ahmed.
Al Teatro India arriverà inoltre in prima nazionale L’Echo di Nacera Belaza con Valérie Dréville, frutto della collaborazione tra Short Theatre e Romaeuropa Festival.
Grandi ritorni e prime nazionali
Tra i protagonisti più attesi figura Alberto Cortès con El corazón de Ester, intensa riflessione sull’amore e sullo sguardo del pubblico.
Cristina Kristal Rizzo presenterà in prima nazionale Sentimental1, un viaggio coreografico ispirato a Derek Jarman e William Blake.
Torna anche François Chaignaud insieme al beatboxer Aymeric Hainaux con Mirlitons, sorprendente incontro tra canto lirico e beatbox.
Chiara Bersani proporrà Michel. The animals I am, rilettura del repertorio classico attraverso corpi disabili, accompagnata da un workshop aperto a persone con e senza disabilità.
Quando il corpo incontra il suono
Le relazioni tra movimento, voce e musica attraversano numerosi lavori del programma:
- Comeback di Fabritia D’Intino e Agnese Banti
- Variazione No. 1 e Variazione No. 2 di Sorelle di damiano
- BELL END di Mathilde Invernon
- In perpetual blooming, despite the gods di Maya Oliva
- L’Infinito Carnale di Claudia Castellucci
- This resting, patience di Ewa Dziarnowska
Formati ibridi e nuove comunità
Short Theatre continua a interrogare la forma stessa del festival attraverso progetti fuori formato e site specific.
Tra questi:
- Pairadaëza #Mattatoio di Antonio Tagliarini
- il nuovo progetto di Giorgina Pi
- Serenata lesbica di Sara Leghissa e Taquitojocoque
- la residenza partecipativa di Sara Leghissa dedicata alla costruzione di una playlist collettiva
Prosegue inoltre il progetto CAMERA, che apre al pubblico i processi creativi di tre figure di riferimento della scena contemporanea:
- Daria Deflorian
- Giulia Crispiani
- El Conde de Torrefiel
CLASSE: il sapere come pratica condivisa
La seconda edizione di CLASSE amplia la dimensione pedagogica del festival con incontri gratuiti e momenti di confronto che coinvolgeranno, tra gli altri:
Paul B. Preciado, Daniel Blanga-Gubbay, Teodora Grano, Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino, Eszter Salamon, Françoise Vergès, Adelita Husni Bey, Sara Alberani, Viola Lo Moro, Giulia Paganelli, Nina Ferrante, Maddalena Fragnito e Claudia Durastanti.
Le notti di Salon
Ogni giornata si concluderà con Salon, spazio dedicato all’ascolto e alla convivialità che vedrà protagonisti dj e musicisti della scena romana e internazionale.
Tra gli ospiti:
- Lola Kola con il progetto in vinile Acetato
- HABIBIBITCH
- otay:onii
- CORPS CITOYEN
Collaborazioni e nuovi attraversamenti
Tra le collaborazioni più significative figurano quelle con Roma Tre, il Master in Studi e Politiche di Genere, Libreria Tuba, LOCALES, MACRO, Museo delle Civiltà e Cinema Troisi.
Con LOCALES e Adelita Husni Bey prenderanno forma il laboratorio Water Infrastructures, Water Insurgencies e lo screening dell’opera audiovisiva Like a Flood, dedicata alla storia delle infrastrutture idriche e del colonialismo italiano in Libia.
Il festival rinnova inoltre l’attenzione verso l’infanzia attraverso i laboratori realizzati con Fatatrac e il Laboratorio d’Arte di Palazzo Esposizioni.
Più che una semplice rassegna, Short Theatre 2026 si presenta come una piattaforma in continua trasformazione: un luogo dove spettacolo, ricerca, pedagogia e attivismo convivono per interrogare il presente e immaginare nuove forme di relazione tra arte, città e comunità.
Roberto Puntato