Il nuovo lavoro scritto e diretto da Umberto Marino esplora il linguaggio della paura e le ossessioni del presente
Martedì 17 e mercoledì 18 febbraio 2026 l’OFF/OFF Theatre di Via Giulia ospita “Stanno arrivando”, spettacolo scritto e diretto da Umberto Marino e interpretato da Guglielmo Poggi. La produzione è firmata LVF – Teatro Manini di Narni.
Protagonista assoluto della scena, Poggi torna in un teatro che negli anni lo ha accolto e valorizzato, confermandosi interprete capace di attraversare registri differenti con naturalezza. In questo nuovo lavoro si misura con un testo che alterna ironia, tensione e riflessione, dando forma a un racconto che parla direttamente al nostro tempo.
Ma cosa accade quando l’allerta diventa la normalità? Quando il linguaggio dell’emergenza si insinua nel quotidiano fino a trasformarsi in abitudine? È da queste domande che prende avvio lo spettacolo, costruito come un flusso narrativo dinamico e sorprendente. Tra comandi incalzanti, improvvisi cambi di tono, suggestioni complottistiche e persino l’irruzione di un improbabile eroe da videogioco, la scena si trasforma in uno specchio deformante della realtà contemporanea.
“Stanno arrivando” gioca con i codici della comunicazione moderna, mettendo a fuoco il modo in cui parole come “pericolo” ed “emergenza” plasmano il nostro immaginario collettivo. Marino costruisce una drammaturgia che, pur mantenendo ritmo e leggerezza, invita lo spettatore a interrogarsi sulle proprie responsabilità, sulle scelte individuali e sulla capacità – non sempre scontata – di affrontare il reale senza rifugiarsi in narrazioni rassicuranti o allarmistiche.
La regia si avvale della collaborazione di Francesco Andolfi (aiuto regia) e Francesco Rizzo (assistente), con i costumi di Elena Giordani, le luci di Stefano Rampa, la grafica di Edoardo Boccasile e le fotografie di Francesca Marino.
In scena, Poggi sostiene un racconto stratificato che coinvolge il pubblico in prima persona, chiamato non solo ad assistere, ma a riconoscersi. Perché forse “stanno arrivando” non è soltanto un annuncio carico di tensione, ma una domanda implicita: chi o cosa temiamo davvero? E quanto siamo disposti a mettere in discussione le nostre certezze?
Roberto Puntato