Il 2 e 3 dicembre al Teatro Torlonia l’attore di Boris porta in scena il testo di Giacomo Ciarrapico: un viaggio ironico tra fragilità personali e storture del Paese
Per la 27ª edizione di Flautissimo, il festival diretto da Stefano Cioffi e promosso dall’Accademia Italiana del Flauto, il Teatro Torlonia ospita il 2 e 3 dicembre Stare meglio, spettacolo scritto da Giacomo Ciarrapico e interpretato da Carlo De Ruggieri, accompagnato dalle musiche originali di Giuliano Taviani e Carmelo Travia. Un appuntamento che si inserisce nel percorso tematico di quest’anno, racchiuso nel fil rouge “Tutto quello che avrei voluto dirti… o quasi”.
Al centro della rappresentazione c’è un corpo che diventa metafora: la fragilità individuale si trasforma in specchio delle contraddizioni del Paese. Ciarrapico costruisce un racconto che fonde sarcasmo, amarezza e lucidità, mentre De Ruggieri dà vita a un protagonista che vive sulla propria pelle l’assurdità del quotidiano. Il risultato è un ritratto spiazzante, tenero e pungente allo stesso tempo, dove il riso diventa l’unico possibile antidoto al disincanto.
Carlo De Ruggieri su Stare meglio
De Ruggieri riconosce in Stare meglio un testo che risuona profondamente con la sua sensibilità:
“A volte ho avuto l’impressione che parlasse di me. È uno spettacolo che affronta la politica senza farne un trattato, mostrando piuttosto quei meccanismi eterni, un po’ logori, che appartengono sia al Paese che agli individui”.
Un’Italia kafkiana vista attraverso l’io interiore
Lo spettacolo costruisce un parallelo continuo tra le dinamiche interiori del protagonista e un’Italia dove la burocrazia paralizza, i politici arrancano e il cambiamento sembra sempre rimandato. Ne nasce una mappa tragicomica in cui ciascuno può riconoscersi: tra desideri personali e limiti sociali, tra slanci dell’ego e muri della collettività.
È un’Italia di ministeri inutili, governi che inciampano, opposizioni fiacche, moralismi vacui e leadership isteriche. Ma è anche un’Italia che continua a interrogarsi, proprio come il suo protagonista, alla ricerca di un equilibrio che sembra sfuggire ma che vale la pena inseguire.
Uno spettacolo che non promette soluzioni ma apre domande: sul Paese, su noi stessi, su ciò che ci ferisce e ciò che ci fa ridere. Perché a volte, per stare davvero meglio, bisogna prima imparare a guardarsi con sincerità.
Roberto Puntato