Dal testo cult René Daniel Dubois, un dramma intenso che scava negli abissi dell’identità e della marginalità
Dal 4 al 7 dicembre 2025 il Teatro Belli di Roma accoglie In casa con Claude 2.0, nuova versione dello spettacolo ispirato a Being at home with Claude di René Daniel Dubois. L’adattamento e la regia sono di Giuseppe Bucci, che firma anche la produzione per Teatro Segreto, e la scena è affidata ai due interpreti Matteo Santorum ed Enrico Sortino. Le musiche originali sono di Giovanni Coda, le foto e la grafica di Manuela Giusto.
Un interrogatorio che diventa specchio dell’animo umano
Al centro del dramma un serratissimo confronto tra un commissario di polizia e un giovane escort omosessuale, travolto da una vita ai margini. Il ragazzo confessa l’omicidio di un coetaneo, ma si rifiuta di rivelare come e perché sia accaduto. L’ispettore, pur segnato da fragilità e pregiudizi, incalza il giovane nel tentativo di far emergere la verità.
Ciò che inizialmente sembra un semplice interrogatorio si trasforma in un viaggio nei sentimenti più oscuri, dove il dolore, la rabbia, la paura di essere rifiutati e la disperata ricerca d’amore si intrecciano in un crescendo emotivo. Il finale spalanca una verità spiazzante che ridisegna l’intero percorso dei personaggi.
Il taglio registico: un testo fuori dal tempo per una ferita ancora aperta
Giuseppe Bucci rilegge il testo di Dubois – nato negli anni Ottanta ma ambientato nei Sessanta – eliminando ogni riferimento storico e geografico. Una scelta precisa per sottolineare l’assoluta contemporaneità dei temi affrontati: l’omofobia, l’esclusione sociale, la negazione dei diritti e l’incapacità di accettarsi quando ci si percepisce “sbagliati”.
Yves, il giovane protagonista, incarna la vulnerabilità di chi cresce sentendosi indegno d’amore. Non crede di meritare un legame autentico e vive la relazione con un altro ragazzo come una battaglia interiore. Il gesto violento che compie appare allora come un atto estremo rivolto soprattutto contro se stesso, contro il proprio riflesso.
Bucci racconta di aver maturato nel tempo una profonda affinità con questa storia: anni di impegno sociale e esperienze personali lo hanno portato a lavorare sul testo con una forte intensità emotiva, costruendo con gli attori un processo di scavo intimo e viscerale.
Gli interpreti: due specchi della stessa frattura
Enrico Sortino, attore esperto e sensibile, dà vita a un ispettore implacabile, simbolo di una società–padre che giudica, incalza, ma forse – alla fine – riesce a comprendere.
Matteo Santorum, giovane interprete dal forte istinto emotivo, affronta il ruolo di Yves con una profondità che ha convinto Bucci a riportare nuovamente in scena il testo. La sua interpretazione promette una versione intensa, autentica e pulsante del tormento del protagonista.
Un dramma necessario
In casa con Claude 2.0 non è solo un racconto di emarginazione: è un grido contro i pregiudizi che ancora oggi, in molte parti del mondo e anche nella nostra società, continuano a segnare le vite di tanti giovani LGBTQ+.
Un’opera visionaria e adrenalinica che unisce amore, morte e dolore in un turbine emotivo, invitando il pubblico a confrontarsi con il lato più fragile e nascosto dell’essere umano.
Roberto Puntato