Dal 3 all’8 febbraio, uno spettacolo ispirato a Bulgakov racconta il drammaturgo tra passione, successo e ossessione
Dal 3 all’8 febbraio il Teatro Greco di Roma ospita Vita del signor Molière, una produzione della Compagnia Mauri Sturno e dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Lo spettacolo, di Maria Teresa Berardelli e diretto da Danilo Capezzani, vede in scena Fausto Paravidino nel ruolo del celebre drammaturgo francese, affiancato da Barbara Giordano, Diego Giangrasso, Paolo Faroni, Paolo Madonna e Aurora Spreafico. La rappresentazione trae liberamente ispirazione dal romanzo biografico di Michail Bulgakov.
La pièce segue il percorso tumultuoso di Molière, il giovane destinato a diventare tappezziere che invece sceglie la vita dell’attore. Dalla tragedia alla commedia, dall’amore al potere, Molière sperimenta ogni aspetto dell’esistenza con intensità quasi febbrile. La sua vita è scandita dal successo e dalle rivalità, dalla passione per l’arte e dalla lotta contro le critiche e la censura. Con ironia e sarcasmo, Molière diventa un maestro della satira, ma la sua dedizione totale al teatro lo porta a soffrire, fino a consumarsi fisicamente e spiritualmente, restando sul palcoscenico quasi fino alla fine.
L’interesse di Bulgakov per Molière nasce da una profonda affinità tra i due: entrambi furono uomini di teatro, alle prese con il potere e con l’ostilità di chi li circondava. Come Molière dovette confrontarsi con i vincoli imposti dalla censura e con i pettegolezzi sulla propria vita privata, Bulgakov visse la repressione artistica del regime sovietico, vedendo proibite le sue opere. Entrambi furono ossessionati dal loro lavoro, portando la loro passione fino al limite, tra malattie fisiche e tormenti interiori, in un incessante confronto con l’arte e la vita.
La regia di Danilo Capezzani, unita all’interpretazione intensa degli attori, restituisce al pubblico non solo il racconto biografico, ma anche l’umanità di Molière: un uomo vulnerabile e coraggioso, trascinato dalla necessità di esprimersi attraverso il teatro. Una celebrazione della forza creativa che, nonostante tutto, non cessa di resistere, di lottare e di emozionare.
Roberto Puntato