Dal romanzo di Fabio Genovesi, uno spettacolo visionario sulla scelta di vivere davvero. Dal 12 al 15 febbraio
Al Teatro Parioli Costanzo di Roma, dal 12 al 15 febbraio 2026, arriva Il Calamaro Gigante, trasposizione teatrale dell’omonimo romanzo di Fabio Genovesi, con Angela Finocchiaro e Bruno Stori protagonisti di un viaggio surreale, poetico e profondamente umano. Sotto la regia di Carlo Sciaccaluga, lo spettacolo prende forma come una moderna favola iniziatica, capace di mescolare ironia e profondità, leggerezza narrativa e domande essenziali sull’esistenza.
Al centro della storia c’è Angela, intrappolata in una quotidianità fatta di regole, aspettative e percorsi obbligati che non le appartengono più. Una sera qualunque, bloccata nel traffico mentre rientra a Milano per una cena di lavoro, il fastidio per il caos e per il mare – simbolo di una libertà irraggiungibile – si trasforma in qualcosa di inatteso: un’onda improvvisa la strappa alla realtà conosciuta e la trascina altrove. È l’inizio di una traversata fuori dal tempo e dallo spazio, dove nulla segue più le logiche abituali.
In questo altrove Angela incontra Montfort, personaggio enigmatico e fuori moda, compagno di un’avventura che si snoda attraverso racconti, incontri e visioni. Onda dopo onda, i due attraversano le vite di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di scegliere, di ascoltare il richiamo del mare e di accettare l’incertezza come parte integrante della felicità. Le loro storie diventano tasselli di un mosaico emotivo che celebra il rischio, la disobbedienza alla rassegnazione e la possibilità di una gioia non addomesticata.
La drammaturgia, firmata dallo stesso Genovesi insieme a Finocchiaro e Stori, restituisce in scena lo spirito del romanzo con una lingua teatrale ricca di immagini e suggestioni. L’ampio cast (Martina Auddino, Marco Buldrassi, Simone Cammarata, Paola Fontana, Caterina Montanari, Francesca Santamaria Amato, Beniamino Zannoni), affiancato da musiche originali di Rocco Tanica e Diego Maggi, scenografie e costumi di Anna Varaldo, luci di Gaetano La Mela e contributi video che ampliano l’universo visivo dello spettacolo, costruisce un mondo fluido e cangiante, dove realtà e immaginazione si fondono.
Il Calamaro Gigante si propone così come un inno al tuffo, alla scelta consapevole di esporsi, di credere nei propri desideri e di accettare che la felicità passi anche dal rischio. Un racconto teatrale che invita a guardare sotto la superficie delle cose e a dare ascolto a quella parte sommersa di noi che, come il mare, continua a chiamare.
Roberto Puntato