Il nuovo lavoro di Giovanni Grasso, un intenso thriller dell’anima diretto da Piero Maccarinelli. Dal 3 all’8 febbraio
Dal 3 all’8 febbraio il Teatro Quirino ospita L’amore non lo vede nessuno, spettacolo nato dalla penna di Giovanni Grasso e tratto dall’omonimo romanzo. La produzione, firmata dal Centro Teatrale Bresciano insieme al Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e al Teatro Quirino, vede in scena Stefania Rocca, Giovanni Crippa e Franca Penone, con la regia di Piero Maccarinelli.
Dopo Fuoriusciti e Il caso Kaufmann, questo testo rappresenta la terza esperienza teatrale di Grasso e conferma un percorso drammaturgico attento alle zone d’ombra dell’animo umano. Lo spettacolo, che chiuderà il Festival di Spoleto 2025, si inserisce in una linea produttiva di grande prestigio, già applaudita nei principali teatri italiani.
La vicenda si muove tra le pieghe di un mistero solo in apparenza riconducibile al genere giallo. Al centro c’è la morte di Federica, avvenuta in un incidente stradale, e il vuoto che la sua scomparsa lascia nella vita della sorella Silvia. Intorno a questo evento si addensano domande inquietanti: chi era davvero Federica? Quali segreti custodiva? E che rapporto esiste tra amore, verità e fede?
Due luoghi si sovrappongono e dialogano sulla scena: l’interno ordinato e borghese della casa di Silvia e un bar di periferia, ambiguo e sospeso. È qui che, ogni martedì pomeriggio, Silvia incontra uno sconosciuto conosciuto al funerale della sorella. Tra i due nasce un accordo fragile e pericoloso: lui promette di raccontarle tutto del suo legame con Federica, lei accetta di non indagare sulla sua identità. Un patto che apre la strada a rivelazioni sempre più destabilizzanti.
Mentre l’amica Eugenia tenta invano di mettere in guardia Silvia, la protagonista si lascia trascinare in un vortice di confidenze, mezze verità e colpi di scena. Emergono così le contraddizioni di Federica, divisa tra passioni assolute e sottili giochi di potere, in un racconto fatto di continue sovrapposizioni, assolvenze e dissolvenze, accompagnate dalle musiche di Antonio Di Pofi.
La messinscena, sostenuta dall’impianto scenico di Piero Maccarinelli realizzato in collaborazione con Fabiana Di Marco, dalle luci di Javier Delle Monache e dai costumi di Gianluca Sbicca, costruisce un’atmosfera tesa e introspettiva, dove nulla è mai del tutto visibile.
L’amore non lo vede nessuno si rivela così un testo duro e necessario: una riflessione profonda sul senso dell’esistenza, sul bisogno di verità e sulla difficile possibilità di perdonare gli altri e se stessi. Uno spettacolo che non offre risposte semplici, ma costringe lo spettatore a guardare dentro le proprie zone d’ombra, là dove l’amore, spesso, sceglie di restare invisibile.
Roberto Puntato