Classici immortali, drammaturgia contemporanea e nuove generazioni: la stagione firmata Guglielmo Ferro ridisegna il teatro come spazio vivo e condiviso
C’è un’idea di teatro che non si limita a “mettere in scena”, ma costruisce relazioni, attraversa il tempo e genera futuro. È questa la traiettoria della stagione 2026/2027 del Teatro Quirino, che si presenta come un ecosistema culturale in cui spettacolo, formazione e creazione convivono in modo organico.
Il disegno di Guglielmo Ferro è chiaro: trasformare il teatro in un presidio attivo, capace di accogliere grandi classici e nuove scritture, ma anche di coltivare talenti. Non a caso, accanto al cartellone, prende forza una scuola permanente per giovani attori e attrici, pensata come officina creativa dove sperimentare linguaggi e costruire identità artistiche.
Il passato dialoga con il presente, e lo fa anche attraverso un omaggio a Luigi Pirandello, a novant’anni dalla scomparsa: tre spettacoli ne attraversano l’opera, restituendone la sorprendente attualità. Ma la stagione si apre guardando oltre, con un evento che intreccia spiritualità e scena.
Il viaggio di Francesco
(3–4 ottobre)
Scritto e diretto da Pino Quartullo, inaugura la stagione con uno sguardo intimo e civile sulla figura del santo, tra racconto e riflessione.
Sei personaggi in cerca d’autore
(20 ottobre – 1° novembre)
Il capolavoro di Luigi Pirandello torna con Laura Morante e Cesare Bocci, esplorando il confine fragile tra realtà e finzione.
Sogno di una notte di mezza estate
(3–8 novembre)
Il mondo incantato di William Shakespeare prende forma in una dimensione sospesa tra magia e desiderio.
Non si sa come
(10–15 novembre)
Ancora Pirandello, questa volta con Franco Branciaroli, per un’indagine sottile sulle contraddizioni dell’animo umano.
Madre Courage e i suoi figli
(17–22 novembre)
La lezione epica di Bertolt Brecht rivive con Lunetta Savino, tra guerra, sopravvivenza e coscienza.
Madre per sempre
(24–29 novembre)
Marisa Laurito porta in scena un racconto intimo e universale sul legame più profondo.
Rosso Malpelo
(1–8 dicembre)
Dal mondo verista di Giovanni Verga, con la regia di Guglielmo Ferro, un affondo potente nella realtà sociale.
Tre variazioni della vita
(8–13 dicembre)
Un gioco teatrale raffinato sulle possibilità dell’esistenza e sulle sue infinite deviazioni.
Strappo alla regola
(15–20 dicembre)
Maria Amelia Monti interpreta una commedia brillante che mette in crisi le convenzioni.
Malinconico
(22 dicembre – 10 gennaio)
Massimiliano Gallo dà corpo a un personaggio amatissimo, sospeso tra ironia e disincanto.
Insieme
(12–17 gennaio)
Laura Morante torna protagonista con uno spettacolo intimo e corale.
L’inconveniente
(19–31 gennaio)
Il talento di Milena Vukotic anima una commedia degli equivoci elegante e tagliente.
Il gioco delle parti
(9–14 febbraio)
Ancora Luigi Pirandello, con uno dei suoi testi più lucidi e spietati.
Il commissario Montalbano
(16–28 febbraio)
Dal mondo narrativo di Andrea Camilleri, il celebre investigatore approda sul palco.
Ispettore in casa Birling
(2–7 marzo)
Un classico del teatro civile che scava nelle responsabilità individuali e collettive.
Tre donne alte
(9–14 marzo)
Un confronto serrato tra identità e tempo, interpretato da Fioretta Mari.
L’uomo, la bestia e la virtù
(16–21 marzo)
La satira di Luigi Pirandello prende vita con Vanessa Gravina.
Le dieu de carnage
(30 marzo – 4 aprile)
Uno scontro feroce e ironico tra civiltà e istinto.
Elettra 1944
(13–18 aprile)
Pamela Villoresi guida una rilettura intensa del mito in chiave storica.
L’anatra all’arancia
(20 aprile – 2 maggio)
Gran finale con Emilio Solfrizzi, tra ritmo, ironia e irresistibile gioco teatrale.
A completare il percorso, eventi speciali – tra cui il concerto del 22 dicembre – e un’attenzione costante alla partecipazione del pubblico, chiamato a diventare parte attiva di un’esperienza culturale condivisa.
La stagione 2026/2027 del Teatro Quirino non è solo un cartellone: è un invito. A entrare, restare, confrontarsi. A vivere il teatro non come abitudine, ma come necessità.
Roberto Puntato