Miti riscritti, corpi politici, poesia e visioni: una stagione che attraversa il presente tra danza, tragedia e nuove drammaturgie
Una stagione che non consola ma interroga. Il Teatro Vascello inaugura il cartellone 2026/2027 come un attraversamento del nostro tempo: identità spezzate, potere, memoria, femminismo, mito e crisi della democrazia diventano materia scenica in una programmazione che intreccia grandi maestri internazionali, nuove scritture e protagonisti della scena contemporanea.
Ad aprire il sipario, il 15 e 16 settembre, è “Glass with Silence” di Lucinda Childs con musiche di Philip Glass, una serata-evento tra danza minimale, videoarte e memoria coreografica. Seguono, dal 23 al 27 settembre, le ombre gotiche di “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, diretto da Fabio Condemi con Christian La Rosa, rilettura visionaria del classico di Stevenson come indagine sul male contemporaneo.
Dal 29 settembre al 4 ottobre Alessandro Serra firma “Tragùdia – Il canto di Edipo”, potente immersione nel mito sofocleo recitato in lingua grecanica, già premiato al Festival MESS. Dal 7 all’11 ottobre arriva “Lemnos” di Giorgina Pi, riscrittura femminista del mito di Filottete con Gaia Insenga, Giampiero Judica e Gabriele Portoghese.
Grande affresco sociale dal 14 al 18 ottobre con “L’orologio americano” di Arthur Miller, diretto da Elio De Capitani, mentre il 28 e 29 ottobre Marta Cuscunà porta in scena “La Medium”, spettacolo di mentalismo femminista ispirato alla storia vera di Hersilie Rouy.
Tra danza e autobiografia il 31 ottobre e 1 novembre debutta “Catalogo”, progetto di Marta Ciappina e Marco D’Agostin, mosaico coreografico sulla sparizione e il congedo dalle scene. Il 4 e 5 novembre Pietro Giannini interpreta “STARMAN”, ritratto feroce e grottesco di un visionario contemporaneo ispirato alla figura di Elon Musk.
La stagione attraversa anche culture e linguaggi lontani: il 10 novembre la compagnia coreana LIM presenta “C’era una volta”, rito coreografico tra tradizione e contemporaneità, mentre l’11 novembre Vita Villi e Paolo Vivaldi rileggono “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia in forma di concerto teatrale.
Dal 13 al 22 novembre Giacomo Bisordi dirige “Il Prodigio”, dal romanzo di Fabrizio Sinisi, con Federica Rosellini, Gabriele Portoghese e Chiara Ferrara: un’apocalisse urbana sospesa tra fede e manipolazione collettiva. Seguono il teatro etico e poetico di Massimiliano Civica con “Quinto: Non Uccidere” (24-29 novembre) e la danza simbolica di Mauro Astolfi in “The Sleeping Queen” (1-6 dicembre).
Dal 10 al 20 dicembre Francesco Scianna dirige e interpreta “Hospitality Suite” di Roger Rueff, corrosiva riflessione sul lavoro e sull’identità maschile. Le festività natalizie sono affidate all’universo surreale di RezzaMastrella: dal 22 dicembre al 3 gennaio con “7-14-21-28” e dal 5 al 17 gennaio con “Metadietro”, due affondi visionari nel caos contemporaneo.
A gennaio spazio ai classici reinventati: “Il Viale del Tramonto” di Muta Imago con Iaia Forte (19-24 gennaio) e il dittico beckettiano-pinteriano “L’ultimo nastro di Krapp / Press Conference” diretto da Roberto Andò con Renato Carpentieri (26-31 gennaio).
Evento centrale della stagione è l’“Orestea” di Carmelo Rifici (3-14 febbraio), monumentale rilettura di Eschilo sulla nascita violenta della democrazia occidentale. Seguono “Vai Pure” con Paola Pitagora (16 febbraio), dedicato al dialogo tra Carla Lonzi e Pietro Consagra, e il corpo poetico di Virgilio Sieni in “Ma a che serve la luce? / Le ceneri di Gramsci” (18-21 febbraio).
Dal 23 al 28 febbraio torna “Edipus” di Testori con Sandro Lombardi per la regia di Federico Tiezzi, mentre marzo è dominato dall’universo tragicomico di Carrozzeria Orfeo: prima con “Fuggire, cadere e altre cose inutili” (2-14 marzo), poi con il pluripremiato “Misurare il salto delle rane” (16-21 marzo).
Tra satira urbana e disagio generazionale, dal 23 al 27 marzo debutta “Scemi del villaggio” di Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri. Dal 30 marzo al 4 aprile Antonio Latella dirige Vinicio Marchioni in un intenso “Riccardo III”, riflessione sul fascino del male e sulla manipolazione del potere.
Aprile continua con il teatro nordico di Jon Fosse in “Too Late” con Anna Bonaiuto (6-11 aprile), il dittico di Jan Fabre con “La poésie de la résistance” e “Una tribù, ecco quello che sono” (13-18 aprile), e la fiaba nera contemporanea “The Forest” di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir (20-25 aprile).
Dal 27 aprile al 2 maggio Shakespeare torna protagonista con “Giulio Cesare o La notte della Repubblica”, adattamento politico di Marco Lorenzi, mentre maggio si apre con “Congiura” di Stefano Ricci, dedicato alla vecchiaia come forma di resistenza.
Dall’11 al 16 maggio Ascanio Celestini presenta “La Trilogia dei Poveri Cristi” – Laika, Pueblo, Rumba – viaggio poetico nelle periferie umane del nostro tempo. Seguono “Non seppellitemi viva” dedicato a Marina Cvetaeva (18 maggio), il cult teatrale di Danio Manfredini “Cinema Cielo” (20-23 maggio), “Notti” da Dostoevskij (25-26 maggio) e, in chiusura, “L’Ostaggio” di Valentina Esposito con Edoardo Pesce (27-30 maggio), feroce discesa nella violenza e nella colpa.
Una stagione densissima che trasforma il Teatro Vascello in un laboratorio del presente: qui il mito dialoga con la cronaca, la danza incontra la filosofia, il teatro diventa spazio politico e umano dove le fragilità contemporanee prendono finalmente voce.
Roberto Puntato