In scena dal 25 al 30 novembre
Dal 25 al 30 novembre 2025 il Teatro Vittoria di Roma ospita “Matteotti. Anatomia di un fascismo”, un potente affresco di teatro civile che riporta al centro della scena la voce, il coraggio e l’eredità politica di Giacomo Matteotti nel centenario della sua uccisione. Un progetto che unisce la scrittura teatrale di Stefano Massini, l’intensità interpretativa di Ottavia Piccolo e la ricchezza musicale de I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, dando vita a un racconto necessario, vibrante e profondamente legato al nostro presente.
Lo spettacolo, prodotto da Argot Produzioni e Officine della Cultura con il sostegno di numerose realtà teatrali italiane – dalla Fondazione Sipario Toscana al Teatro Stabile dell’Umbria – trasforma il palcoscenico in un luogo di memoria attiva, dove storia e contemporaneità dialogano senza filtri. La regia di Sandra Mangini costruisce un percorso che non si limita a ricordare, ma disseziona con lucidità i meccanismi attraverso cui il fascismo riuscì a insinuarsi nelle istituzioni e nella società, approfittando delle distrazioni, delle paure e delle complicità del tempo.
Le musiche originali di Enrico Fink, eseguite dal vivo da un ensemble che intreccia strumenti della tradizione e sonorità moderne, amplificano l’intensità emotiva dello spettacolo: hammer dulcimer, clarinetto basso, violino, chitarra, basso elettrico e flauti elettronici accompagnano la narrazione come una partitura drammaturgica parallela, capace di evocare tensioni, slanci e ombre di un’epoca che continua a interrogarci.
A dare forma visiva al progetto contribuiscono la scena essenziale di Federico Pian, le luci scolpite da Paolo Pollo Rodighiero, i costumi di Lauretta Salvagnin e l’abito speciale realizzato per Ottavia Piccolo dalla Sartoria Castel Monte onlus, ulteriore segno di una cura artigianale e collettiva.
Al centro di tutto, la figura di Matteotti: non un monumento, ma un uomo consapevole del rischio, determinato a denunciare l’ascesa di un potere violento che molti non volevano vedere. Le sue parole – “Io denuncio” – risuonano oggi con una forza che supera la commemorazione, invitando a riconoscere i pericoli di ogni deriva autoritaria che si traveste da ordine e stabilità.
“Matteotti. Anatomia di un fascismo” è uno spettacolo che non si limita a ricordare una pagina tragica della storia italiana, ma la rende materia viva, interrogativa, urgente. Un atto d’arte e di coscienza che riafferma il ruolo del teatro come spazio di confronto e vigilanza civile. Un invito a non distogliere lo sguardo. Anche quando fa male.
Roberto Puntato