Il visionario Daniele Finzi Pasca porta al Teatro Olimpico una Commedia dell’Arte reinventata tra acrobazia, poesia e meraviglia
Dopo aver attraversato l’Europa conquistando oltre 70mila spettatori, Titizé – A Venetian Dream approda per la prima volta a Roma. Lo spettacolo, firmato da Daniele Finzi Pasca, sarà in scena dal 4 all’8 marzo 2026 al Teatro Olimpico, nell’ambito della stagione dell’Accademia Filarmonica Romana.
Co-prodotto dal Teatro Stabile del Veneto e dalla Compagnia Finzi Pasca, in collaborazione con Gli Ipocriti Melina Balsamo, Titizé è un omaggio teatrale a Venezia, alla sua anima sospesa tra acqua e cielo, memoria e trasformazione. Un’opera pensata per un pubblico trasversale e internazionale, capace di parlare a tutte le età senza affidarsi alla parola, ma puntando su immagini, suoni e movimento.
Un teatro che nasce dallo stupore
Più che uno spettacolo tradizionale, Titizé è un’esperienza sensoriale. Clowneria, danza, musica dal vivo e teatro acrobatico si intrecciano in una drammaturgia che privilegia la suggestione al racconto lineare. Finzi Pasca costruisce un universo rarefatto, onirico, dove le scene si susseguono come frammenti di un sogno: apparizioni, riflessi, illusioni ottiche e gesti simbolici evocano il legame profondo tra l’uomo e l’acqua, tra Venezia e il suo eterno mutare.
Il titolo stesso, “Titizé”, deriva da un’espressione dialettale che significa “tu sei”: una parola dal ritmo musicale che richiama il valore universale dell’essere e invita lo spettatore a sentirsi parte attiva dell’esperienza scenica.
Tradizione e invenzione
Al centro dello spettacolo c’è una Commedia dell’Arte reinventata, smontata e ricomposta attraverso un linguaggio fisico e visivo. Maschere, personaggi archetipici e buffoni si moltiplicano in un gioco caleidoscopico fatto di apparizioni e sparizioni, mentre innovative macchine sceniche amplificano la dimensione poetica e surreale della messinscena.
In scena un cast di dieci interpreti, tra attori, acrobati e musicisti, chiamati a dare corpo a una Venezia immaginata eppure profondamente autentica: una città che non è solo memoria del passato, ma organismo vivo, capace ancora di generare arte, bellezza e resilienza.
Una grande macchina creativa
Lo spettacolo porta la firma di una squadra artistica di primo piano. Le musiche originali di Maria Bonzanigo, eseguite dall’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Pasquale Corrado, con la partecipazione del Coro Città di Piazzola sul Brenta, accompagnano il viaggio scenico come una partitura emotiva. Le scene di Hugo Gargiulo (con Matteo Verlicchi) e i costumi di Giovanna Buzzi contribuiscono a creare un immaginario sospeso, elegante e visionario.
Le parole del regista
«Nei nostri spettacoli – racconta Finzi Pasca – le parole sono poche, ma le immagini interrogano. Ci sono riflessi nell’acqua, oggetti che levitano, acrobati che volano, la follia della notte e l’arte antica del mascherarsi: velarsi per svelarsi, e poi rivelarsi ancora». Una poetica che cerca la leggerezza senza superficialità, costruendo un dialogo empatico e costante con il pubblico.
Con Titizé – A Venetian Dream, Daniele Finzi Pasca invita gli spettatori romani a lasciarsi trasportare in un viaggio teatrale fatto di meraviglia, ironia e stupore: un sogno veneziano che, per qualche sera, troverà casa sul palcoscenico del Teatro Olimpico.
Roberto Puntato