Dal 26 al 28 marzo una storia vera di sopravvivenza e scelte impossibili tra amicizia, colpa e istinto di vivere
Arriva a teatro una vicenda che va oltre l’alpinismo e diventa riflessione universale sull’etica e sulla natura umana. Dal 26 al 28 marzo 2026 il palco della Sala Umberto ospita Toccando il vuoto, adattamento teatrale firmato dal drammaturgo scozzese David Greig e tratto dal celebre memoir di Joe Simpson. A guidare lo spettacolo è la regia di Silvio Peroni, con protagonista Lodo Guenzi affiancato da Eleonora Giovanardi, Giovanni Anzaldo e Matteo Gatta.
Per la prima volta rappresentato in Italia nella traduzione di Monica Capuani, lo spettacolo mette in scena una storia vera che affonda le radici in un’impresa alpinistica del 1985, sulle Ande peruviane. Due giovani scalatori, Joe Simpson e Simon Yates, affrontano una discesa che si trasforma in tragedia: un incidente scaraventa Simpson in un crepaccio, lasciandolo sospeso nel vuoto. In quell’istante cruciale, il compagno si trova davanti a una decisione estrema: salvare se stesso o tentare l’impossibile. La scelta di tagliare la corda segna l’inizio di un racconto che oscilla tra sopravvivenza e senso di colpa.
La drammaturgia costruisce un continuo intreccio tra passato e presente, dove il tempo si dilata e lo spazio si frantuma, accompagnando lo spettatore dentro una domanda scomoda e persistente: cosa avremmo fatto noi? Ma il testo ribalta questa prospettiva, suggerendo che forse l’interrogativo stesso è fuorviante.
Al centro della pièce non c’è soltanto la cronaca di un incidente, bensì una riflessione più ampia sulla natura umana e sul bisogno primordiale di spingersi oltre i limiti. L’arrampicata, nelle parole del protagonista, non è un gesto eccezionale ma un impulso ancestrale, inscritto nella storia evolutiva dell’uomo. A risultare “strano”, semmai, è l’opposto: la routine, la sicurezza artificiale, una quotidianità fatta di abitudini e compromessi.
Prodotto da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito, Argot Produzioni e Accademia Perduta/Romagna Teatri, con il contributo della Regione Toscana, lo spettacolo ha già raccolto consensi nella scena internazionale. In questa versione italiana, la forza del racconto si traduce in un’esperienza teatrale intensa, capace di coinvolgere lo spettatore non solo emotivamente, ma anche sul piano morale.
Toccando il vuoto non è soltanto il resoconto di una sopravvivenza estrema, ma un viaggio dentro le contraddizioni dell’essere umano: tra istinto e responsabilità, tra libertà e paura, tra il desiderio di salire e quello di restare al sicuro. Una storia che, pur partendo dalle vette delle Ande, parla da vicino a chiunque si sia trovato, almeno una volta, davanti a una scelta impossibile.
Roberto Puntato