In scena dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026
Dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026 il TeatroBasilica ospita il debutto di Trash Test, spettacolo ideato e interpretato da Andrea Cosentino, prodotto dal Teatro Metastasio di Prato. Il lavoro si presenta come un esperimento teatrale radicale e giocoso, che usa l’Intelligenza Artificiale non come oracolo, ma come materiale grezzo da stressare, sabotare e ridicolizzare.
Trash Test è, letteralmente, un collaudo distruttivo. In tempo reale, con il coinvolgimento diretto degli spettatori, l’AI viene sollecitata a produrre frammenti di scene, dialoghi, intrecci narrativi. Questi “tranci” drammaturgici vengono immediatamente messi alla prova sulla scena: se funzionano, se fanno ridere, se emozionano, o se crollano sotto il peso dei propri automatismi. Il risultato è un happening instabile e sempre diverso, dove il testo nasce per essere smontato e la scena diventa un’arena di verifica istantanea.
Al centro dello spettacolo c’è una presa di posizione chiara: riaffermare la priorità del performativo sul letterario. Non un teatro che sacralizza il testo, ma un teatro che lo usa e lo consuma, lo espone e lo getta in pasto al gioco scenico. In questo senso Trash Test è un antidoto ironico al senso di saturazione prodotto dall’overdose di contenuti digitali e dall’apparente onnipotenza delle tecnologie generative, capaci di scrivere senza sosta ma non necessariamente di dire qualcosa.
Cosentino parte da un dato tanto semplice quanto inquietante: l’AI è nutrita da una massa sterminata di testi, in gran parte composti da linguaggi standardizzati, frasi fatte, emozioni prefabbricate. Una dieta a base di mainstream, più che di Sofocle o Dante. Ed è proprio questa natura statistica a renderla un bersaglio ideale per un teatro ruvido, veloce e dissacrante, che ne deforma i meccanismi per portare alla luce cliché, strutture narrative ricorrenti e automatismi emotivi che, nonostante tutto, continuano a coinvolgerci.
Ma Trash Test va oltre la semplice satira tecnologica. Il suo bersaglio più ampio è l’Ego autorale: la pretesa, umana o artificiale, di firmare un’opera come se fosse un atto di sovranità individuale. Il gioco punk dello spettacolo smonta l’idea di paternità e di originalità assoluta, ricordandoci che ogni testo è parte di un flusso infinito di linguaggi, di “giochi linguistici” che coincidono con le nostre forme di vita.
Ne emerge un teatro clownesco e partecipativo, che non pretende di spiegare il mondo ma invita a depensarlo insieme, con leggerezza e ferocia comica. Un teatro che non “fa testo”, perché con i testi ci gioca, li espone, li maltratta e ci ride sopra. E proprio in questa risata condivisa trova la sua forza politica e poetica.
Completano il progetto artistico Andrea Milano (assistente alla regia e alla drammaturgia), Margherita Masè (consulenza artistica), Massimo Galardini (light designer), Marco Serafino Cecchi (coordinamento tecnico dell’allestimento), Giulia Giardi (assistente all’allestimento), Marco Mencacci (direttore di scena), Camilla Borraccino e Francesca Bettalli (cura della produzione).
Trash Test è un invito a guardare l’Intelligenza Artificiale senza timore reverenziale, usando il teatro come lente deformante e spazio di libertà. Perché, in fondo, la comicità migliore nasce proprio lì: quando nessuna intelligenza, naturale o artificiale, pretende di avere l’ultima parola.
Roberto Puntato