Dalla piattaforma digitale su RaiPlay agli oltre 500 lavori da tutto il mondo: la 19ª edizione accende i riflettori sulle storie che danno voce all’anima
Il Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera torna con la sua 19ª edizione e rilancia la propria missione: raccontare il mondo attraverso storie capaci di dare voce alle fragilità, alle diversità e alle trasformazioni della società contemporanea.
Dal 7 al 10 maggio, il The Space Cinema Moderno di Roma ospiterà quattro giorni di proiezioni, incontri e confronto, confermando il Festival come uno degli appuntamenti più significativi dedicati al cinema sociale a livello internazionale.
Tra le novità più rilevanti di quest’anno c’è l’apertura sempre più marcata al digitale: le 105 opere selezionate per il Premio Sorriso Rai Cinema Channel sono già disponibili online, non solo sulla piattaforma dedicata ma, per la prima volta, anche su RaiPlay. Un passo importante che amplia il pubblico e rende la partecipazione ancora più accessibile. Gli spettatori potranno infatti votare fino al 30 aprile, contribuendo a portare in finale le opere più apprezzate.
Testimonial dell’edizione 2026 sono Antonia Liskova e Alessio Vassallo, volti scelti per rappresentare l’impegno del Festival nel promuovere una narrazione autentica e consapevole.
I numeri confermano la crescita del Festival: 540 opere arrivate da tutto il mondo – tra cui 400 cortometraggi, 80 documentari e 60 social clip – a testimonianza di una partecipazione sempre più ampia e di una grande varietà di linguaggi espressivi.
Nel dettaglio, la sezione cortometraggi diretta da Paola Tassone presenta 70 opere, con una forte presenza italiana e il Lazio in testa per produzione. I documentari, curati da Christian Carmosino Mereu, sono 17 e raccontano un panorama diffuso su tutto il territorio nazionale. I social clip, diretti da Igor Righetti, sono 18 e mettono in luce il ruolo sempre più centrale dei linguaggi digitali, con la Lombardia tra le regioni più rappresentate.
Al centro delle storie, temi urgenti e universali: salute, disabilità, bullismo, ambiente, lavoro, guerra e identità. Un mosaico di racconti che mette al centro l’essere umano, con le sue fragilità e la sua capacità di resilienza.
Il Festival, presieduto da Diego Righini e realizzato dall’associazione di promozione sociale “Università Cerca Lavoro”, su idea di Paola Tassone, si conferma così un luogo di incontro tra spettacolo e riflessione, dove il cinema diventa strumento di inclusione e consapevolezza. Un’occasione per guardare il mondo con occhi diversi e riscoprire, attraverso le immagini, i “luoghi dell’anima” che ci uniscono.
Roberto Puntato