Premio Orizzonti per il Miglior Attore a Giacomo Covi a Venezia 82, arriva al cinema dal 9 aprile con Lucky Red
Un anno di scuola, il nuovo film di Laura Samani (Piccolo Corpo), è un delicato ma potente racconto di adolescenza, crescita e scoperta. Ambientato a Trieste nel 2007, il film segue Frederika, detta Fred (Stella Wendick), una studentessa svedese che si trasferisce in città con il padre (Magnus Krepper), appena assunto in un’azienda locale. Iscritta all’ultimo anno di un ITIS frequentato quasi esclusivamente da ragazzi, la sua presenza sconvolge le dinamiche consolidate della classe. Tre compagni in particolare catturano la sua attenzione: Antero (Giacomo Covi), sensibile e appassionato di letteratura; Mitis (Samuel Volturno), protettivo e riflessivo; e Pasini (Pietro Giustolisi), seduttore tormentato.
Samani costruisce il film come un flusso di vita quotidiana, dove la scoperta di sé, i primi amori, gli scherzi e le piccole ribellioni diventano un percorso di crescita autentico e senza artifici. La regista evita la retorica e il compiacimento, immergendo lo spettatore nella Trieste dei giovani, fatta di strade, locali e dialetti locali, senza cadere nella nostalgia o nell’eccesso di dramma. Il risultato è una rappresentazione sincera e vivida dell’adolescenza, in cui la libertà e l’intensità dei protagonisti emergono in modo naturale.
La sceneggiatura, cofirmata da Samani ed Elisa Dondi, adatta il romanzo omonimo di Giani Stuparich, aggiornandone il contesto storico senza tradirne lo spirito. Se l’opera originale rifletteva le tensioni e i moti culturali del 1909, il film trasporta la storia a un’epoca contemporanea, cogliendo le sfide e le differenze sociali di una giovane straniera in un contesto maschile. Samani riesce così a parlare all’universale attraverso il particolare, raccontando desideri, timori e slanci dei suoi personaggi con grande sensibilità.
Il cast, composto da giovani attori alla prima esperienza sul grande schermo, è straordinario. Stella Wendick porta Fred alla vita con autenticità e leggerezza, mentre Giacomo Covi, Pietro Giustolisi e Samuel Volturno incarnano ciascuno un pezzo delle complessità maschili adolescenti. La regia di Samani li accompagna con uno sguardo empatico, seguendo i loro gesti e le loro emozioni senza mai giudicare, fino al lungo piano sequenza finale che restituisce alla protagonista centralità e consapevolezza.
Anche gli elementi tecnici, dalla fotografia autunnale di Inès Tabarin all’uso calibrato della musica, contribuiscono a creare un’atmosfera immersiva, mai costruita, che amplifica le emozioni senza sopraffarle. Samani mostra come crescere significhi affrontare desideri, perdite e scoperte, senza bisogno di artifici narrativi o colpi di scena forzati.
Un anno di scuola è un piccolo grande film, capace di raccontare la complessità dell’adolescenza con poesia e precisione. È un esempio raro di cinema italiano contemporaneo che unisce autenticità territoriale, profondità emotiva e maestria narrativa, confermando Laura Samani come una voce originale e potente del cinema italiano di oggi.
Paola Canali