Due mostre dialogano tra fotografia, cinema e critica delle immagini, mettendo in crisi stereotipi, narrazioni dominanti e miti della modernità. In parallelo, dal 25 febbraio al 25 maggio 2026
Tra febbraio e maggio 2026 Villa Medici si trasforma in un osservatorio privilegiato sulle immagini e sul loro potere, ospitando due mostre che, pur autonome, si rispecchiano e si rafforzano a vicenda: Fotoromanzo, prima esposizione istituzionale italiana di Nicole Gravier, e Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma, grande retrospettiva fotografica dedicata a una delle figure più libere e radicali del Novecento.
La mostra di Nicole Gravier (25 febbraio – 4 maggio 2026) riporta al centro una ricerca nata negli anni Settanta, ma di sorprendente attualità. Artista francese nata ad Arles nel 1949 e stabilitasi in Italia tra Roma e Milano, Gravier utilizza la fotografia come strumento critico per smontare i codici della comunicazione di massa. Al centro del suo lavoro c’è il fotoromanzo, linguaggio popolare che ha profondamente influenzato l’immaginario sentimentale e i ruoli di genere. Nella serie Miti & Cliché, l’artista ne riprende pose, gesti e situazioni per sovvertirli con ironia, mettendo in crisi una narrazione fondata sulla subordinazione femminile e sull’idea dell’amore come destino.
Lo stesso approccio attraversa le opere dedicate alla pubblicità e alla moda, dove Gravier interviene sulle immagini per rivelarne i modelli normativi di felicità, bellezza e successo. Tagli, ricomposizioni e disturbi visivi svelano i meccanismi della finzione e della dominazione simbolica, in una pratica che si inscrive nell’arte “semiotica” e dialoga idealmente con il pensiero di Roland Barthes. Il suo lavoro trova un’eco diretta nel clima del femminismo italiano degli anni Settanta, accanto alle riflessioni di Carla Lonzi, Mirella Bentivoglio e Tomaso Binga, che hanno messo in discussione il potere del linguaggio e delle immagini.
In parallelo, dal 25 febbraio al 25 maggio 2026, Villa Medici rende omaggio ad Agnès Varda con Qui e là, tra Parigi e Roma, prima grande retrospettiva italiana dedicata alla sua opera fotografica. Curata da Anne de Mondenard e Carole Sandrin, in collaborazione con il musée Carnavalet, Paris Musées e Rosalie Varda, la mostra coincide con il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma e restituisce la complessità di un’artista che ha attraversato fotografia e cinema con assoluta libertà.
Il percorso si sviluppa come un doppio movimento tra due città chiave: la Parigi del dopoguerra e l’Italia scoperta da Varda tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta. Al centro c’è rue Daguerre, il cortile-atelier dove l’artista vive e lavora: uno spazio ibrido, insieme casa, studio, set e comunità, da cui nasce una concezione dell’arte come pratica quotidiana e condivisa. Le oltre 130 stampe originali, affiancate da film, documenti e oggetti personali, mostrano quanto il suo cinema fosse già inscritto nella fotografia, e viceversa.
La Parigi di Varda è lontana da ogni idealizzazione: è una città osservata dal basso, abitata da volti anonimi, donne, lavoratori, figure marginali. Uno sguardo attento all’umano e attraversato da un femminismo concreto, radicato nell’osservazione più che nella teoria. La sezione italiana illumina invece un capitolo meno noto ma fondamentale della sua attività: immagini spesso inedite che raccontano Venezia, Bomarzo, l’architettura e il mondo del cinema, fino ai celebri ritratti di Visconti e alle fotografie scattate sul set de Il disprezzo di Godard. L’Italia diventa per Varda un laboratorio visivo, dove reportage e rigore compositivo si intrecciano.
Accostate negli spazi di Villa Medici, le opere di Nicole Gravier e Agnès Varda costruiscono un dialogo potente. Entrambe interrogano le immagini, ne smascherano le convenzioni e ne rivelano il potenziale politico e poetico. Due sguardi diversi ma convergenti, che invitano il pubblico a guardare meglio, dubitare di ciò che appare naturale e riconoscere, dietro ogni rappresentazione, una costruzione da mettere in discussione.
Roberto Puntato