Ispirata all’universo di Dylan Thomas e dedicata all’amico Renato Striglia, debutterà al Romaeuropa Festival con Pierpaolo Capovilla protagonista di un racconto corale sulla vita, la comunità e la memoria
Ci sono opere che nascono da un’idea e altre che germogliano da un’assenza. “E Morte non avrà dominio”, la prima Ballad Opera firmata da Vinicio Capossela, appartiene alla seconda categoria. È un lavoro che affonda le radici nella perdita, ma che sceglie ostinatamente di parlare di vita. Di quella vita imperfetta, fragile e irriducibile che continua a resistere anche quando tutto sembra volerla cancellare.
Dopo l’anteprima del radiodramma “Sotto il bosco di latte” al Salone Internazionale del Libro di Torino e la successiva diffusione su Rai Radio3, Capossela porta ora in teatro un progetto più ampio e ambizioso ispirato all’universo poetico di Dylan Thomas e al suo capolavoro “Under Milk Wood”. Il risultato è uno spettacolo che sfugge alle definizioni tradizionali: non è soltanto teatro, non è soltanto concerto, non è soltanto opera. È un racconto corale in cui parole, musica, memoria e visioni si intrecciano in una forma scenica nuova e profondamente evocativa.
L’opera è dedicata a Renato Striglia, storico dj radiofonico e amico dell’artista, scomparso prematuramente. Per anni Striglia aveva coltivato il sogno di realizzare una traduzione italiana di “Under Milk Wood”, un progetto rimasto incompiuto e che oggi trova nuova vita grazie alla sensibilità di Capossela. Da quel seme nasce una riflessione che attraversa il lutto per trasformarlo in eredità condivisa.
Al centro della scena c’è Pierpaolo Capovilla, presenza magnetica e voce narrante di un viaggio che si muove tra sogno e memoria. Solo in una vasca che ricorda un’Arca di Noè alla deriva, accompagnato da un gatto, il protagonista viene raggiunto da una moltitudine di figure e fantasmi. Sono i personaggi del villaggio immaginario di Llareggub, ma anche le incarnazioni simboliche di Renato Striglia, dello stesso Dylan Thomas e del leggendario Capitan Gatto, il marinaio cieco che abita l’universo poetico del drammaturgo gallese.
Intorno a lui si sviluppa una comunità di voci in continua trasformazione. Musicisti, interpreti, cantanti lirici e registrazioni sonore compongono una sorta di affresco umano popolato da eccentrici, sognatori, ribelli e sconfitti. Figure che raccontano un’umanità fuori dagli schemi, lontana dalle regole del potere e dell’omologazione.
È proprio qui che emerge uno dei temi più profondi dello spettacolo: l’elogio dell’imperfezione. Capossela guarda ai suoi personaggi con tenerezza e complicità, celebrando quella che definisce una sorta di “epica del fallimento”. Un universo abitato da cattivi maestri, ammutinati, anarchici, anime solitarie e irriducibili che trovano nella marginalità una forma di libertà.
La musica rappresenta il cuore pulsante dell’opera. Le quindici canzoni originali scritte da Capossela per questo progetto vengono presentate per la prima volta al pubblico e anticipano il prossimo capitolo discografico dell’artista. Non semplici intermezzi musicali, ma frammenti essenziali della narrazione che amplificano emozioni, ricordi e visioni, costruendo un dialogo costante con la parola teatrale.
In un’epoca segnata da conflitti, paure collettive e crescenti solitudini, “E Morte non avrà dominio” assume anche il valore di una dichiarazione poetica e civile. Lo spettacolo sceglie di stare dalla parte della fragilità, della diversità e della comunità. Difende il diritto di essere imperfetti e celebra la ricchezza delle differenze come antidoto alla standardizzazione del presente.
Il debutto è fissato per il 3 e 4 ottobre al Romaeuropa Festival, al Teatro Olimpico di Roma, prima di un lungo tour che attraverserà i principali teatri italiani.
Queste le prime date annunciate: il 9 e 10 ottobre 2026 al Teatro Due di Parma, 13 e 14 ottobre al Teatro delle Muse di Ancona, il 21 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli, il 24 ottobre al Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro, il 28 e 29 ottobre al Teatro Massimo di Cagliari, il 1° e 2 novembre al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, il 4 e 5 novembre al Politeama Genovese di Genova, 18 novembre al Teatro Sociale di Como, il 22 e 23 novembre al Teatro Colosseo di Torino, il 2 dicembre al Teatro Duse di Bologna, il 5 dicembre al Teatro Lyrick di Assisi, il 6 dicembre al Teatro Galli di Rimini, il 19 dicembre al Teatro Goldoni di Livorno, il 21 dicembre al Teatro Verdi di Firenze.
Ma più che una tournée, quella di Capossela sembra una chiamata a raccolta. Un invito a ritrovare il senso dello stare insieme attraverso la forza del racconto, della musica e della poesia.
Perché, come scriveva Dylan Thomas, la morte non avrà dominio. E perché certe amicizie, certe canzoni e certe storie continuano a vivere molto oltre il loro tempo.
Roberto Puntato