Due giorni a Roma per ripensare il racconto audiovisivo al femminile, tra cinema, politica, desiderio e memoria
Roma torna a essere crocevia di sguardi indocili e immaginazione radicale. Il 30 e 31 gennaio 2026, negli spazi di Palazzo Merulana, va in scena la sesta edizione di Visionarie – donne tra cinema, tv e racconto, il progetto ideato e diretto da Giuliana Aliberti che da anni anima il dibattito culturale sul ruolo delle donne nei linguaggi dell’audiovisivo e della narrazione contemporanea.
Il titolo scelto per questa edizione, “Ancora più eretiche”, è una dichiarazione di intenti: Visionarie rilancia e radicalizza il suo sguardo, chiamando a raccolta donne che attraversano e trasformano cinema, televisione, scrittura e pensiero critico con gesti di rottura, libertà e responsabilità. Due giornate a ingresso libero, dense di incontri, dialoghi e visioni, che intrecciano politica culturale, pratiche artistiche e immaginari futuri.
La manifestazione si apre venerdì mattina con una riflessione concreta e necessaria sul percorso verso la parità di genere nell’audiovisivo. Istituzioni, associazioni, aziende e professioniste del settore si confrontano su temi cruciali come il gender gap, la parità salariale e la certificazione di genere. Tra le voci protagoniste del confronto figurano Chiara Gribaudo, promotrice della legge sulla parità salariale, Monica Lucarelli, assessora alle Pari Opportunità di Roma Capitale, Giulia Minoli per la Fondazione Una Nessuna Centomila e Valeria Manieri de Le Contemporanee.
Il dialogo prosegue con una tavola rotonda che coinvolge i vertici dell’industria audiovisiva italiana e internazionale: da Maria Pia Ammirati (Rai Fiction) a Luisa Cotta Ramosino (Netflix), Nicole Morganti (Amazon Studios), Chiara Sbarigia (APA), Alessandro Usai (ANICA) e Stefania Ippoliti (Toscana Film Commission), insieme alle produttrici e ai produttori Francesca Andreoli, Benedetta Caponi, Gloria Giorgianni e Riccardo Tozzi. Uno sguardo diretto sui processi produttivi e decisionali, tra buone pratiche e sfide ancora aperte.
Ampio spazio è dedicato anche al mondo dell’associazionismo e dei festival, con interventi di Graziella Bildesheim (EWA – European Women’s Audiovisual Network), Emanuela Piovano (ANAC), Maria Iovine (Centautori), Fabia Bettini (Alice nella Città), Annamaria Granatello (Premio Solinas), Camilla Toschi (Festival Internazionale Cinema e Donne di Firenze), Gaia Tridente (MIA) e Francesca Massaro (Writers Guild Italia). La mattinata si chiude con un workshop operativo sulla Certificazione di Parità di Genere, curato da Adele Mapelli del Winning Women Institute.
Il pomeriggio di venerdì segna uno dei momenti più audaci del programma: “Da Anaïs Nin alle Ragazze del Porno”, un panel che attraversa sessualità, corpo e desiderio da una prospettiva femminile libera e non conforme. Un viaggio che unisce scrittura, cinema e pratiche femministe, con gli interventi di Barbara Alberti, Nadia Fusini, Giuliana Gamba, Serena Guarracino, Deborah Di Cave, Lidia Ravviso, Mia Benedetta, Sarah Silvagni, Anna Negri, Regina Orioli e Monica Stambrini, in dialogo con le esperienze del collettivo Le Ragazze del Porno. Coordina la giornalista e scrittrice Antonella Matranga.
Sabato 31 gennaio Visionarie si sposta su un terreno insieme poetico e politico, con un incontro dedicato al cinema delle donne come forma di resistenza oltre il silenzio. Registe, produttrici, storiche e attiviste intrecciano cinema e memoria, dando voce a storie che nascono nei contesti più fragili e complessi. Tra le protagoniste: Benedetta Caponi, Graziella Bildesheim, Monica Maurer, la regista palestinese Najwa Najjar, la storica Paola Caridi, Wilma Labate e Milena Fiore, alla presenza dell’Ambasciatrice della Palestina in Italia Mona Abuamara. In questa occasione viene assegnato il Premio Karama al regista Ezzaldeen Shalh, fondatore del Gaza International Festival for Women’s Cinema.
A chiudere la sesta edizione è il nuovo e attesissimo Premio Maestre Visionarie, che affianca il tradizionale riconoscimento dedicato alle nuove generazioni. Il premio rende omaggio alle donne che hanno aperto strade e immaginari, diventando punti di riferimento per chi è venuta dopo. La prima Maestra Visionaria è Liliana Cavani, celebrata con la proiezione di sue opere giovanili e con un incontro corale che riunisce molte delle registe che negli anni hanno attraversato Visionarie, tra cui Sonia Bergamasco, Carolina Cavalli, Eleonora Danco, Antonietta De Lillo, Irene Dionisio, Emanuela Giordano, Laura Luchetti, Alina Marrazzi, Francesca Mazzoleni, Susanna Nicchiarelli, Costanza Quatriglio, Paola Randi, Marta Savina, Adele Tulli e Margherita Vicario, insieme alle nuove generazioni del Centro Sperimentale di Cinematografia e della Scuola Volonté.
Visionarie 2026 si conferma così molto più di un festival: è uno spazio di pensiero condiviso, una comunità viva che unisce memoria e futuro, politica e desiderio, racconto e trasformazione. Un luogo in cui il femminile non è una categoria da difendere, ma una forza capace di riscrivere il mondo.
Roberto Puntato