In onda su Rai 1 in prima serata il 13 gennaio, un viaggio nella vita privata e civile di uno dei grandi poeti italiani. Protagonista Federico Cesari
È Federico Cesari a dare volto e corpo a Giovanni Pascoli in Zvanì – Il romanzo familiare di Giovanni Pascoli, il film tv diretto da Giuseppe Piccioni in onda in prima serata su Rai 1 il 13 gennaio. La storia prende avvio nel 1912, con la morte del poeta e la partenza da Bologna del treno che trasporta il feretro verso Castelvecchio di Barga, suo paese natale. A bordo viaggiano studenti, autorità e familiari: un Paese intero rende omaggio a uno dei suoi autori più amati.
Da quel viaggio simbolico, che attraversa l’Italia e il lutto collettivo, il film ripercorre la vita di Pascoli affidandosi soprattutto alla memoria della sorella Maria, chiamata affettuosamente Mariù, interpretata da Benedetta Porcaroli. È attraverso il suo sguardo che emergono le tappe fondamentali dell’esistenza del poeta: l’assassinio del padre, la giovinezza segnata da difficoltà economiche, l’impegno politico e il rapporto complesso con alcuni protagonisti della cultura del tempo, a partire da Giosuè Carducci. Un racconto, dunque, che intreccia dimensione privata e storia nazionale, lasciando spazio alle ferite che hanno accompagnato il poeta fin dall’infanzia.
Il titolo Zvanì, diminutivo romagnolo di Giovanni, chiarisce fin da subito l’impostazione del progetto. Come ha spiegato Piccioni, l’idea era quella di “lasciare emergere un Pascoli più intimo rispetto all’immagine che molti hanno conosciuto sui banchi di scuola”, restituendo le suggestioni e le esperienze che ne hanno formato il carattere. Non una biografia in senso classico, ma un percorso che entra nelle zone meno note della sua formazione umana e civile, soffermandosi anche sull’adesione giovanile alle idee socialiste di Andrea Costa e sui legami, spesso complessi, con altri intellettuali del tempo, come Gabriele D’Annunzio.
Il regista ha sottolineato come Pascoli venga raccontato non solo per il suo talento letterario, ma anche per la disciplina e la sensibilità maturate attraverso esperienze dolorose, elementi che rendono la sua figura “molto contemporanea e, in qualche modo, vicina anche ai giovani di oggi”.
Al centro del racconto restano però i rapporti familiari, in particolare quello con le sorelle Ida e Mariù, interpretate da Liliana Bottone e Benedetta Porcaroli. Un nucleo affettivo intenso e complesso, che il film attraversa senza fornire risposte definitive ma suggerendo chiavi di lettura sul carattere di Pascoli e sulle sue scelte di vita, comprese quelle sentimentali che tanto hanno interrogato studiosi e critici.
Sandro Petraglia, autore del soggetto e della sceneggiatura con Lorenzo Bagnatori ed Eleonora Bordi, ha raccontato che tutto è nato da una suggestione precisa: la grande partecipazione popolare al funerale del poeta. “Siamo partiti da quell’immagine – ha spiegato – e poi abbiamo lavorato su articoli e scritti dell’epoca, immaginando di mettere insieme presenze reali e ‘fantasmi’, per unire realismo e memoria ed evitare un racconto puramente didascalico”.
Coprodotto da Rai Fiction e MeMo Films, Zvanì vede nel cast anche Luca Maria Vannuccini, con la partecipazione straordinaria di Riccardo Scamarcio e Margherita Buy. Un film che riporta al centro della scena Giovanni Pascoli non come icona letteraria, ma come uomo, immerso nel suo tempo e nei suoi affetti.
Federica Rizzo