Al cinema dal 15 ottobre distribuito da Europictures
E se la libertà arrivasse proprio quando tutti sembrano avere ancora bisogno di te? È da questo paradosso che prende le mosse Il tempo di Anne, il ritorno di Lisa Azuelos nell’universo di LOL – Il tempo dell’amore, a quasi vent’anni dal film che aveva raccontato inquietudini e batticuori dell’adolescenza.
Anne, interpretata da una luminosa Sophie Marceau, è finalmente pronta a godersi una nuova stagione della vita: figli lontani, serate spensierate e flirt senza troppe complicazioni. Ma quando la figlia Louise torna a casa dopo una delusione sentimentale e il figlio Théo annuncia l’arrivo di un bambino, la tanto attesa indipendenza si trasforma in un percorso a ostacoli. Perché diventare adulti, a quanto pare, non significa smettere di avere bisogno degli altri.
Il film trova la sua dimensione migliore proprio in Anne, una donna che si ostina a inseguire la leggerezza della giovinezza mentre impara a fare i conti con il tempo che passa. Marceau le regala fascino, ironia e una fragilità mai ostentata, confermando una sintonia evidente con la regista. Più incerto, invece, il ritratto delle nuove generazioni: tra social network, chat e inquietudini esistenziali, Azuelos accumula linguaggi e immagini contemporanee senza riuscire sempre a restituire personaggi autentici, finendo per intrappolare i giovani in una galleria di cliché.
Eppure, sotto la superficie di una commedia brillante che guarda con nostalgia al proprio passato, sopravvive qualcosa di sincero. È il rapporto tra madre e figlia, fatto di scontri, incomprensioni e affetto ostinato, a dare al racconto il suo cuore emotivo. Un legame che cambia forma, ma non smette di essere un luogo in cui ritrovarsi.
Il tempo di Anne alterna intuizioni delicate e passaggi meno convincenti, senza raggiungere la freschezza del suo predecessore. Ma lascia affiorare una verità semplice e preziosa: non esiste un momento in cui la vita smette di sorprenderci, né un’età in cui abbiamo finalmente capito tutto. A volte crescere significa proprio questo: imparare a lasciare spazio agli altri senza rinunciare a se stessi.
Ilaria Berlingeri