Dal 23 ottobre al 1° novembre 2026, un viaggio tra ironia, amicizia e apocalisse, dove le piccole abitudini quotidiane si intrecciano con le paure del nostro tempo
Quattro donne, un giardino, una tazza di tè e una conversazione che sembra non avere fine. Potrebbe essere l’inizio di un tranquillo pomeriggio tra amiche, se non fosse che, fuori da quel piccolo mondo domestico, la realtà sembra precipitare verso il disastro. È da questo contrasto sorprendente che prende forma Escaped Alone, il testo di Caryl Churchill che torna a interrogare il presente sul palcoscenico del Teatro Valle, dal 23 ottobre al 1° novembre 2026.
A firmare l’allestimento è lacasadargilla, realtà teatrale romana nota per la ricerca sui linguaggi scenici e per la capacità di intrecciare parola, immagini e suono. La regia è affidata a Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, che guidano in scena Caterina Carpio, Tania Garribba, Arianna Gaudio e Alice Palazzi.
Le protagoniste sono Sally, Vi e Lena, amiche di lunga data, alle quali si aggiunge la Signora Jarrett. Tra confidenze, battute e interruzioni, le quattro costruiscono una vivace partitura di voci, nella quale il tempo sembra perdere i suoi confini. Ma l’apparente leggerezza è destinata a incrinarsi: i racconti della Signora Jarrett spalancano improvvisamente scenari inquietanti, visioni di un mondo devastato che irrompono nella normalità con tutta la forza di una minaccia concreta.
La fine del mondo può nascondersi anche dietro una chiacchierata in giardino. È questa una delle intuizioni più potenti della scrittura di Churchill, capace di accostare il grottesco al tragico, il sorriso alla paura, senza offrire facili rassicurazioni. Scritto nel 2016, Escaped Alone parla oggi con una lucidità impressionante: crisi climatica, conflitti, disuguaglianze e fragilità collettive compongono uno scenario nel quale la catastrofe non appare più soltanto come un’ipotesi futura.
La scelta di lacasadargilla è quella di affidare il testo a quattro interpreti che condividono da tempo un percorso artistico e umano. Non una semplice rappresentazione della vecchiaia, ma un’esplorazione del tempo e delle sue contraddizioni, in cui l’età diventa uno spazio di libertà, resistenza e consapevolezza. Una prospettiva che attraversa anche la ricerca visiva e sonora dello spettacolo, in dialogo con dispositivi tecnologici e linguaggi artificiali.
Eppure, nel cuore di questa inquietudine, resta una possibilità di resistenza: continuare a parlarsi, ridere, ascoltarsi, condividere un pomeriggio anche quando ogni certezza vacilla. Perché Escaped Alone non racconta soltanto la paura della fine, ma anche la tenacia dei legami che ci tengono insieme.
Al Teatro Valle, il pubblico è invitato a entrare in questo giardino sospeso tra quotidianità e apocalisse, dove la catastrofe convive con il piacere di stare insieme. E dove, forse, la forma più ostinata di resistenza è proprio questa: continuare a vivere, e a parlare, mentre il mondo cambia sotto i nostri occhi.
Paola Canali