In anteprima alla 21ª Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public, arriva in sala dal 15 ottobre con 01 Distribution
Ci sono artisti che non si limitano a fare musica: trasformano le proprie ferite in qualcosa che appartiene a tutti. Je so’ pazzo, diretto da Nicola Prosatore, racconta la nascita di un talento straordinario, quello di Pino Daniele, ma soprattutto la lotta di un ragazzo per trovare la propria voce in un mondo che sembra avere già deciso chi debba diventare.
Al centro del film c’è un Massimiliano Caiazzo sorprendente, capace di andare oltre la somiglianza fisica per restituire inquietudini, fragilità, rabbia e tenerezza di Pino Daniele. Non imita una leggenda: ne cerca l’anima, dando corpo a quel conflitto continuo tra il bisogno di fuggire e l’impossibilità di recidere le proprie radici.
La Napoli degli anni Settanta pulsa sullo sfondo, viva, contraddittoria, rumorosa. È una città da cui prendere le distanze e alla quale tornare sempre, proprio come un padre ingombrante, come un passato che si insinua tra le note. Intorno, gli affetti, le delusioni familiari, gli amori e i compromessi di un percorso artistico che non nasce da una strada spianata, ma dalla necessità ostinata di essere liberi.
Prosatore sceglie un racconto istintivo, ruvido, attraversato dal ritmo e dall’energia della musica. A tratti la narrazione corre così veloce da lasciare poco spazio alla sedimentazione delle emozioni, ma è una piccola crepa in un film che trova la propria forza nella sincerità del suo protagonista e nella musica, vera protagonista della storia.
Dal dolore privato al leggendario concerto del 1981 in Piazza del Plebiscito, il viaggio di Pino diventa molto più di un’ascesa al successo: è la ricerca faticosa di un posto nel mondo senza tradire se stessi.
Perché Je so’ pazzo non è soltanto il ritratto di un musicista. È il grido di chi non accetta di essere addomesticato, la rivendicazione di chi ha il coraggio di trasformare la rabbia in arte e le proprie cicatrici in canzoni. E quando la musica finalmente esplode, resta una certezza: certe voci non nascono per essere ascoltate in silenzio, ma per rompere il silenzio di tutti.
Alessandra Broglia