Al cinema dal 10 settembre con Warner Bros. Pictures
Riportare in vita un film amato da un’intera generazione è un po’ come riaprire una vecchia casa dopo quasi trent’anni: si ritrovano stanze familiari, oggetti che credevamo dimenticati e profumi capaci di riportarci indietro nel tempo. Ma basta accendere la luce per accorgersi che qualcosa è cambiato. È esattamente ciò che accade con Amori & Incantesimi 2, ritorno delle sorelle Owens sul grande schermo con Sandra Bullock e Nicole Kidman.
Sally e Gillian sono ancora lì, così come la magia che ha segnato la loro famiglia. Ma il mondo intorno a loro è diverso e, soprattutto, lo sono le nuove generazioni. Sally ha cercato di mettere definitivamente alle spalle il passato, arrivando a rinunciare ai propri poteri e a proteggere le figlie Kylie e Antonia dalla maledizione degli Owens. Naturalmente, in una famiglia di streghe, il passato non è mai davvero disposto a restare sepolto. Quando Kylie si innamora di Gideon e qualcosa di oscuro torna a manifestarsi, la famiglia è costretta a fare i conti con ciò che Sally aveva tentato di cancellare.
Il film prende così una strada interessante: non racconta soltanto il ritorno della magia, ma il modo in cui una madre prova a impedire alle proprie figlie di ereditare le sue paure. Il tema dell’eredità familiare avrebbe potuto diventare il vero cuore del sequel. Ed è proprio qui che il film convince meno di quanto potrebbe.
La storia procede infatti con una certa prevedibilità, accumulando misteri, rivelazioni e nuovi elementi della mitologia Owens senza riuscire sempre a trasformarli in qualcosa di davvero necessario. La trasferta inglese, il grimorio, gli studi sull’occulto e la ricerca di una soluzione alla maledizione ampliano l’universo narrativo, ma raramente lo rendono più profondo.
A salvare il film intervengono le sue protagoniste. Bullock e Kidman hanno ancora una sintonia evidente e ogni volta che Sally e Gillian si ritrovano da sole sullo schermo il film acquista immediatamente energia. Non hanno bisogno di grandi battute: basta il modo in cui si interrompono, si provocano o si preoccupano l’una dell’altra per ricordarci perché questo rapporto abbia resistito così bene al tempo.
Meno incisivo è invece il passaggio di testimone alle ragazze. Joey King dà a Kylie una buona dose di vulnerabilità e determinazione, mentre il personaggio di Maisie Williams resta troppo ai margini. È un peccato, perché proprio il confronto tra madri e figlie avrebbe potuto offrire al sequel la sua identità più forte.
In questo equilibrio entra anche Lee Pace, nei panni di Ian Wright, studioso dell’occulto che accompagna le Owens nella loro nuova avventura. È una presenza carismatica e funzionale, ma anche una scelta che sposta il baricentro del racconto. Mentre il film parla continuamente di legami tra donne, memoria e trasmissione familiare, dedica molto spazio a un personaggio maschile che finisce per diventare una sorta di guida all’interno della storia.
Susanne Bier, dal canto suo, confeziona un film elegante e visivamente curato. La magia assume tinte più oscure, le ambientazioni hanno un fascino fiabesco e alcune immagini possiedono una bella forza evocativa. Tuttavia, la confezione non sempre riesce a compensare una sceneggiatura che sembra avere paura di osare.
Ed è forse questo il vero limite di Amori & Incantesimi 2: non è un brutto film, ma è un film che sembra sapere fin troppo bene cosa il pubblico si aspetta da lui.
I richiami al passato, le midnight margaritas, il ritorno delle protagoniste storiche e i piccoli omaggi ai fan funzionano, ma finiscono inevitabilmente per ricordarci quanto sia difficile trasformare la nostalgia in qualcosa di nuovo. Il sequel conosce il valore affettivo degli Owens, ma non sempre trova un modo originale per raccontarne il futuro.
Resta comunque una pellicola piacevole, attraversata da momenti sinceramente emozionanti e sostenuta da due attrici che continuano ad avere una presenza scenica magnetica. La sua idea più riuscita è anche la più semplice: certe famiglie possono essere complicate, ferite e imperfette, ma esistono legami capaci di sopravvivere a tutto.
Forse, allora, la magia di Amori & Incantesimi 2 non sta nei sortilegi, nei grimori o nelle maledizioni. Sta nel piacere di ritrovare persone che, dopo tanti anni, sembrano ancora appartenere a una parte precisa della nostra memoria. Il problema è che, questa volta, il ricordo incanta più del film.
Maria Grande