Nel terzo capitolo della serie Rai, l’attrice torna a confrontarsi con i fantasmi del passato della profiler. Un personaggio che le ricorda la madre e che diventa una voce potente contro la violenza e il silenzio
Ci sono personaggi che si interpretano e altri che, stagione dopo stagione, finiscono per lasciare un segno profondo in chi li porta sullo schermo. Per Elena Sofia Ricci, Teresa Battaglia appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La profiler nata dalla penna di Ilaria Tuti torna con Figlia della Cenere, terzo capitolo della serie che promette di svelare nuove zone d’ombra della sua storia, tra indagini inquietanti e ferite mai rimarginate.
La nuova stagione sarà disponibile su RaiPlay dal 10 ottobre e approderà su Rai 1 il 12 ottobre, con otto episodi diretti da Kiko Rosati. Ambientata cinque mesi dopo gli eventi di Ninfa Dormiente, la fiction riporta Teresa a confrontarsi con un passato doloroso, segnato dalla violenza subita, dalla perdita di un figlio e dal rapporto tormentato con l’ex marito Sebastiano. Sullo sfondo, un assassino che infierisce sulle vittime anche dopo la morte e un’indagine destinata a intrecciarsi con la vita personale della protagonista.
A rendere Teresa così diversa dalle altre figure investigative della televisione è proprio la sua natura contraddittoria. Ruvida, scontrosa e diretta, nasconde una sensibilità che non sempre riesce a mostrare. «È una donna libera e anticonvenzionale», ha spiegato Ricci, sottolineandone il coraggio e la capacità di affrontare non soltanto i mostri degli altri, ma anche quelli che porta dentro di sé. Una donna che, secondo l’attrice, non ha più nulla da perdere e proprio per questo conserva una forza fuori dal comune.
C’è anche un legame personale dietro questa interpretazione. Teresa, infatti, ricorda a Ricci sua madre, Elena Ricci Poccetto, pioniera tra le scenografe italiane. «Molti, comprese le mie figlie, vedendola in scena mi hanno detto che la sua schiettezza ricorda quella di mia madre», ha raccontato l’attrice. Un temperamento autentico, incapace di nascondere ciò che pensa, che si intreccia con quell’ironia sorniona che Ricci riconduce anche alle proprie radici artistiche napoletane.
La serie affronta inoltre temi delicati come la malattia, l’Alzheimer, la violenza sulle donne e le umiliazioni sul posto di lavoro. Questioni che per l’interprete hanno un significato profondo. Ricci ha raccontato pubblicamente di aver subito molestie durante l’infanzia e di aver imparato, anche grazie alla terapia, a convivere con le conseguenze di quell’esperienza. Una testimonianza che rende ancora più intensa la sua vicinanza a un personaggio che non accetta di essere definito dalle proprie ferite.
«Ogni donna dovrebbe trovare la voce di Teresa Battaglia dentro di sé», è il messaggio dell’attrice: imparare a parlare, a difendere i propri confini e a non sentirsi in colpa per il dolore vissuto.
Durante la presentazione della fiction, Ricci ha trovato spazio anche per una critica alla programmazione televisiva, contestando l’abitudine di far slittare la prima serata verso le 22. Un ritardo che, a suo giudizio, penalizza spettatori, attori e maestranze, sacrificando il piacere di seguire una storia tutti insieme.
Intanto, per i fan della profiler friulana, c’è già una prospettiva da attendere: la serie dovrebbe tornare con un quarto capitolo nel 2028. Perché Teresa Battaglia, con le sue fragilità e la sua ostinata voglia di verità, ha ancora molte storie da raccontare.
Federica Rizzo