Aida inaugura un viaggio immersivo nell’opera con la regia visionaria di Davide Livermore, mentre Roberto Bolle and Friends riunisce le stelle della danza internazionale in una serata-evento sotto il cielo di Roma
L’estate romana trova nel Circo Massimo la sua scenografia più suggestiva. Tra le antiche vestigia della città eterna, il Teatro dell’Opera di Roma propone due appuntamenti destinati a diventare il cuore pulsante della stagione: da una parte Aida, il capolavoro di Giuseppe Verdi reinventato dall’immaginazione di Davide Livermore, dall’altra il ritorno di Roberto Bolle and Friends, il gala che ogni anno porta nella Capitale alcuni dei più grandi interpreti della danza mondiale.
Due linguaggi artistici differenti, ma un’unica visione: trasformare uno dei luoghi simbolo della storia di Roma in uno spazio dove musica, teatro, danza e tecnologia dialogano con il pubblico contemporaneo.
Dal 12 al 28 luglio, Aida torna a conquistare gli spettatori con un allestimento che, dopo il successo ottenuto al Teatro Costanzi nel 2023, debutta per la prima volta al Circo Massimo. Livermore sceglie di superare la tradizionale lettura monumentale dell’opera per raccontare soprattutto l’umanità dei suoi protagonisti. Al centro non ci sono soltanto il conflitto tra popoli e il fascino dell’antico Egitto, ma la forza universale dell’amore, capace di abbattere ogni barriera.
Per il regista, il teatro rappresenta il luogo dell’immedesimazione, dove diventare “l’altro” significa comprendere, aprire la mente e imparare ad ascoltare chi appartiene a un mondo diverso dal proprio. Una riflessione quanto mai attuale che rende il capolavoro verdiano sorprendentemente vicino alla sensibilità del nostro tempo.
Il grande spazio del Circo Massimo amplifica questa visione attraverso un impianto scenico spettacolare. Videoproiezioni, scenografie virtuali, giochi prospettici, luci ed effetti digitali costruiscono un ambiente immersivo nel quale la grandiosità visiva non oscura mai la dimensione più intima del dramma.
A dirigere Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma è Daniele Callegari, che legge Aida come una profonda riflessione sulla fragilità umana. Secondo il direttore, Verdi non racconta il trionfo dei vincitori, ma uomini e donne costretti a scegliere tra amore, dovere e libertà, consapevoli che ogni decisione comporta inevitabilmente una rinuncia. È proprio questa tensione emotiva, più ancora della spettacolarità della partitura, a costituire il vero cuore dell’opera.
Il cast riunisce interpreti di primo piano della scena internazionale. Nel ruolo della principessa etiope si alternano Elena Stikhina, Yolanda Auyanet e Aleksandra Kurzak, mentre Amneris avrà la voce di Angela Meade e Valentina Pernozzoli. Radamès sarà interpretato da Luciano Ganci e Ivan Magrì, con Ernesto Petti e Ludovic Tézier nel ruolo di Amonasro. Completano il cast Alex Esposito, Adriano Gramigni, Veronica Marini e Andrea Schifaudo.
Pochi giorni dopo, il 14 luglio, il Circo Massimo cambia volto senza perdere la propria magia. Torna infatti Roberto Bolle and Friends, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate culturale romana, ormai presenza stabile del cartellone del Teatro dell’Opera.
Per Bolle, esibirsi in luoghi come il Circo Massimo significa entrare in dialogo con la storia stessa della città, in uno spazio dove il passato continua a vivere e accompagna ogni spettacolo. È questa atmosfera unica a rendere ogni esibizione romana un’esperienza irripetibile, in cui arte e patrimonio si fondono naturalmente.
Accanto all’étoile italiana saliranno sul palco alcuni tra i nomi più prestigiosi del balletto internazionale: Sae Eun Park e Paul Marque dell’Opéra National de Paris, Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko del Teatro alla Scala, Tatiana Melnik dell’Hungarian National Ballet, Margarita Fernandes e António Casalinho del Wiener Staatsballett, insieme all’artista ospite Ildar Young.
Il programma attraversa alcuni dei momenti più significativi della danza classica e contemporanea. Dai raffinati passi a due del repertorio, come Le Parc, Lo Schiaccianoci, Don Chisciotte e Grand Pas Classique, fino alle creazioni di Christopher Wheeldon, Mauro Bigonzetti e Zoi Tatopoulos, lo spettacolo costruisce un viaggio attraverso stili, sensibilità e linguaggi diversi.
Il finale è affidato a Narcissus, l’assolo creato da Moses Pendleton per Roberto Bolle sulle evocative musiche dei Dead Can Dance, una coreografia diventata nel tempo uno dei simboli della sua carriera, capace di coniugare eleganza, intensità espressiva e straordinaria forza fisica.
Opera e danza condividono così lo stesso palcoscenico, trasformando il Circo Massimo in un luogo dove la tradizione incontra l’innovazione. Da una parte il dramma senza tempo di Verdi, reinterpretato attraverso le tecnologie della scena contemporanea; dall’altra il virtuosismo della grande danza internazionale che continua a rinnovarsi pur mantenendo saldo il legame con il repertorio classico.
Due eventi diversi ma complementari, uniti dalla capacità di trasformare l’arte in esperienza immersiva e di fare della bellezza un linguaggio universale. In una Roma che guarda al futuro senza dimenticare il proprio passato, il Circo Massimo diventa ancora una volta il teatro ideale dove storia, emozione e spettacolo si incontrano sotto le stelle.
Roberto Puntato