Due serate tra danza, musica e immagini per attraversare l’universo radicale e ipnotico di una delle grandi protagoniste della postmodern dance americana
Il Teatro Vascello apre la stagione 2026/2027 con un appuntamento che promette di trasformare il palcoscenico in uno spazio sospeso tra memoria e contemporaneità. Il 15 e 16 settembre alle ore 21 arriva Glass with Silence, un progetto dedicato a Lucinda Childs, figura imprescindibile della danza postmoderna americana, capace di cambiare per sempre il modo di pensare il rapporto tra corpo, spazio, musica e tempo.
Non sarà semplicemente uno spettacolo di danza, ma un viaggio dentro un linguaggio che continua a interrogare il presente. Al centro della serata c’è la ricerca di Childs, qui intrecciata alle architetture musicali minimali di Philip Glass, in un incontro nel quale la ripetizione non è mai uguale a se stessa e il movimento, apparentemente essenziale, genera continuamente nuove prospettive.
A guidare il progetto è Michele Pogliani, Direttore Artistico, con la MP3 Dance Project, mentre la regia e le coreografie sono firmate dalla stessa Lucinda Childs.
L’apertura è affidata a Katema, una video-installazione che recupera e rilegge il materiale originale del 1978. Le immagini d’archivio non vengono presentate come una semplice testimonianza del passato: attraverso un nuovo montaggio e la presenza dal vivo di due danzatrici, Sara Mignani e Irene Venuta, diventano materia viva, capace di dialogare con il presente. Il tempo si stratifica, la memoria prende corpo e il documento si trasforma in esperienza scenica.
È quindi la musica di Philip Glass a dettare nuove traiettorie. Due brani dalle sue Études — la n.18 e la n.5 — diventano il terreno per due nuove creazioni di Lucinda Childs. Con Agnese Trippa, Nicolò Troiano, Sara Mignani e Irene Venuta, il movimento entra in risonanza con le strutture ipnotiche della musica minimalista. La ripetizione, elemento fondamentale nella poetica della coreografa, smette di essere un semplice ritorno e diventa trasformazione: un gesto ripetuto cambia significato, una traiettoria modifica lo spazio, un corpo può sembrare moltiplicarsi davanti allo sguardo dello spettatore.
A interrompere — e allo stesso tempo ad ampliare — il presente arriva Calico Mingling, storico lavoro del 1973. La proiezione del video originale offre uno sguardo privilegiato sulle radici della ricerca di Childs e su una coreografia divenuta emblematica della sua rivoluzione linguistica. È come aprire una finestra sul passato e scoprire che quel linguaggio, a distanza di decenni, conserva ancora una sorprendente capacità di parlare al presente.
La serata si completa con Pastime, il primo solo realizzato dalla coreografa, qui ripensato in una nuova versione per un trio di danzatrici. Ancora una volta, ciò che potrebbe apparire minimale rivela una complessità sotterranea: corpi, geometrie e ritmi costruiscono una composizione in continuo divenire, dove la precisione convive con la libertà e il silenzio può diventare parte integrante della musica.
Glass with Silence si presenta così come un incontro tra epoche, linguaggi e sensibilità: il patrimonio della danza americana del Novecento incontra nuovi interpreti, nuove immagini e nuove possibilità sceniche. Un progetto che non guarda alla tradizione come a qualcosa da conservare sotto vetro, ma come a una materia da riattivare, attraversare e reinventare.
Sul palcoscenico del Teatro Vascello, la danza diventa dunque una macchina del tempo: recupera immagini, ripete gesti, ascolta la musica e li restituisce al pubblico trasformati. Perché nella poetica di Lucinda Childs ripetere non significa tornare indietro: significa scoprire, ogni volta, qualcosa che prima non avevamo visto.
Alberto Leali