Scene e regia di Geppy Gleijeses, protagonisti Euridice Axen, Giulio Corso e Gianluca Ferrato
Dal 13 al 22 febbraio il Teatro Greco ospita uno spettacolo che è insieme omaggio, sfida e dichiarazione d’amore al grande cinema: A qualcuno piace caldo, libero adattamento teatrale del testo di Mario Moretti, ispirato al capolavoro immortale di Billy Wilder. A firmare scene e regia è Geppy Gleijeses, che torna a confrontarsi con un titolo leggendario dopo il successo di Arsenico e vecchi merletti.
Portare in teatro una commedia considerata intoccabile non è un’operazione nostalgica né imitativa. Al contrario, questo allestimento sceglie la strada della reinvenzione, trasformando la vertigine cinematografica del film in un gioco scenico dinamico, affidato a una drammaturgia fluida, a soluzioni tecnologiche e a un cast di grande versatilità.
La storia è nota: equivoci, travestimenti, gangster, musica, seduzione e comicità a raffica. Ma sul palco del Teatro Greco tutto prende nuova vita grazie a un impianto scenico essenziale e intelligente, capace di evocare una molteplicità di luoghi — dai garage alle spiagge, fino agli yacht di lusso — senza mai appesantire il racconto. Videoproiezioni, luci e pochi elementi simbolici diventano alleati della fantasia dello spettatore.
Il cuore pulsante dello spettacolo è il cast. Euridice Axen interpreta Zucchero Candito, ruolo che porta inevitabilmente alla memoria Marilyn Monroe, ma senza mai cedere alla copia: la sua è una presenza luminosa, ironica e sorprendentemente moderna. Accanto a lei Giulio Corso, nei panni di Josephine/Tony, conferma una maturità scenica rara, mentre Gianluca Ferrato affronta con misura e intelligenza il personaggio reso celebre da Jack Lemmon, muovendosi con naturalezza tra comicità e malinconia.
Intorno ai protagonisti ruota una compagnia affiatata di caratteristi, capaci di sostenere il ritmo serrato della commedia e di moltiplicare i registri: da Maria Rosaria Carli a Stefania Barca, da Salvatore Esposito a Antonio Tallura, fino a Teo Guarini, Francesco Laruffa, Davide Montalbano e Michele Demaria. Un ensemble che lavora come un meccanismo perfettamente oliato, dove ogni ruolo, anche il più piccolo, contribuisce all’equilibrio dell’insieme.
I costumi di Chiara Donato, le luci di Luigi Ascione, le musiche di Matteo D’Amico e gli elementi scenografici di Roberto Crea completano un impianto produttivo solido, curato, elegante, sostenuto dalla produzione Dear Friends.
Ma questo spettacolo è anche un gesto personale. Gleijeses intreccia alla messinscena un ricordo privato, che diventa quasi una chiave poetica dell’intero progetto: da giovanissimo fu comparsa in un film diretto proprio da Billy Wilder, con Jack Lemmon protagonista. Un incontro fugace, ma rivelatore. Non grandi discorsi sull’arte o sul cinema, bensì una conversazione semplice, quotidiana, su dove mangiare un coniglio all’ischitana. Da lì, forse, nasce la lezione più profonda: il vero genio non ha bisogno di ostentazione.
Come scriveva Lucio Dalla, “l’impresa eccezionale è essere normale”. Ed è proprio questa normalità luminosa, fatta di talento, leggerezza e intelligenza, che A qualcuno piace caldo porta oggi sul palco del Teatro Greco, ricordandoci perché certe storie continuano a farci ridere, pensare e sognare, anche a distanza di decenni.
Roberto Puntato