Un viaggio immersivo tra simboli, tessuti e atmosfere sensoriali celebra il doppio anniversario dell’artista che trasformò la materia in racconto
C’è un luogo a Roma dove il passato torna a respirare attraverso la luce delle volte decorate, il silenzio delle stoffe antiche e il suono evocativo di paesaggi lontani. In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, Castel Sant’Angelo spalanca per la prima volta al grande pubblico le straordinarie Sale Cambellottiane, ambienti fino a oggi esclusi dal percorso museale e custoditi come una memoria segreta del Novecento italiano.
Le sale furono realizzate tra il 1925 e il 1926 da Duilio Cambellotti, artista visionario e poliedrico, incaricato di creare uno spazio solenne destinato ad accogliere le bandiere dei reggimenti sciolti dopo la Prima guerra mondiale. Oggi, a un secolo da quella decorazione e nel 150° anniversario della nascita dell’autore, questi ambienti riemergono con una nuova veste narrativa, trasformandosi in un’esperienza immersiva che intreccia arte, identità e sperimentazione sensoriale.
Il percorso espositivo Cambellotti. Tutto diventa forma – Tessili e decorazione tra visione e materia non si limita a mostrare opere: costruisce un dialogo vivo tra gli affreschi monumentali delle sale e i materiali provenienti dall’Archivio Cambellotti. Sculture, tempere, bozzetti, manifesti e disegni accompagnano il visitatore dentro l’universo creativo di un artista capace di attraversare discipline e linguaggi con sorprendente modernità.
La vera novità è il modo in cui tutto questo viene raccontato. Le sale sono attraversate da sonorizzazioni ambientali che amplificano l’atmosfera sospesa degli spazi, trasformando la visita in un’esperienza quasi cinematografica. Le superfici decorate sembrano animarsi, mentre le opere dialogano con suoni e ombre in un continuo rimando tra memoria storica e immaginazione.
Anche il tatto diventa protagonista. Riproduzioni tridimensionali di dettagli scultorei permettono infatti di esplorare le forme attraverso le mani, aprendo il percorso a una fruizione più inclusiva e sensoriale. Un modo innovativo per avvicinarsi all’opera di Cambellotti, artista profondamente legato alla materia e alla forza espressiva degli oggetti.
Particolarmente suggestiva è la Sala delle Colonne, dove emerge il lato più intimo e silenzioso dell’autore. Qui sono esposti tessili appartenuti a Cambellotti: stoffe anatoliche, frammenti orientali, campioni provenienti da Casa Balla. Non semplici oggetti decorativi, ma tracce di un apprendistato personale costruito osservando il mondo, assorbendone forme e simboli per poi reinventarli in chiave originale.
L’esposizione restituisce così il ritratto di un artista autodidatta e sperimentatore, capace di fondere artigianato, arte monumentale e design in una poetica ancora sorprendentemente contemporanea. Un percorso che celebra il Made in Italy non come semplice marchio estetico, ma come laboratorio culturale fatto di ricerca, contaminazione e visione.
Nelle Sale Cambellottiane ritrovate, Castel Sant’Angelo non offre soltanto una mostra: apre una soglia tra epoche diverse, dove la storia incontra il futuro e l’arte torna a essere esperienza totale.
Roberto Puntato