In scena dal 13 al 18 gennaio. Nel cast anche Lucia Mascino, Marina Rocco, Elena Lietti e Gabriele Brunelli
Dal 13 al 18 gennaio il Teatro Ambra Jovinelli torna a ospitare la nuova edizione di uno degli spettacoli più emblematici del percorso artistico di Filippo Timi. Amleto (qui la nostra recensione) in scena in una versione rinnovata, firmata e interpretata dallo stesso Timi, che ancora una volta sceglie di attraversare il testo shakespeariano per smontarlo, reinventarlo e trasformarlo in un terreno di gioco personale e provocatorio.
Non si tratta di una semplice rilettura, ma di un vero e proprio rovesciamento. In questo Amleto, ogni parola e ogni gesto diventano materia viva, occasione di scarto, ironia e riflessione. Timi spinge la tragedia verso la commedia, mescolando registri e linguaggi, e costruisce un universo scenico che ricorda una gabbia da circo, spazio chiuso e visionario in cui si consuma un elogio della follia e dell’eccesso.
Il protagonista è un Amleto spiazzante e imprevedibile: comico e furioso, colorato e disilluso. È un principe stanco, annoiato, che sembra aver perso ogni desiderio, persino quello di interpretare il ruolo che la tradizione gli ha assegnato. Non vuole più vendicare, non vuole più amare Ofelia, non vuole più aderire a una storia familiare che percepisce come ripetitiva e vuota. Voci fuori campo tentano di richiamarlo al suo destino, ma il loro appello resta inascoltato, schiacciato da una volontà di sottrazione e di fuga.
Intorno a lui si muovono i personaggi che emergono dalla sua mente instabile, figure deformate e reinventate, affidate all’interpretazione di Lucia Mascino, Marina Rocco ed Elena Lietti, storiche compagne di viaggio artistico di Timi. Con loro in scena anche Gabriele Brunelli e Mattia Chiarelli, in un gioco di presenze che oscilla continuamente tra realtà e immaginazione.
Le luci di Oscar Frosio contribuiscono a definire un’atmosfera sospesa e cangiante, mentre la produzione, firmata dal Teatro Franco Parenti e dalla Fondazione Teatro della Toscana, accompagna un progetto che continua a interrogare il rapporto tra classico e contemporaneo. In questo Amleto, il potere convive con l’oblio, la leggerezza con la pazzia, e Shakespeare diventa il punto di partenza per un’esperienza teatrale che mette in discussione ruoli, aspettative e certezze.
Roberto Puntato