Dal 19 al 24 maggio
C’è un momento preciso in cui una ribellione smette di essere un gesto individuale e diventa terremoto collettivo. Ne La Vegetariana, quel momento coincide con una scelta apparentemente semplice: smettere di mangiare carne. Ma il rifiuto di Yeong-hye, protagonista del romanzo culto di Han Kang, non è una dieta, non è una moda, non è una provocazione. È un atto radicale di sottrazione al mondo. E da lì inizia tutto.
Dal 19 al 24 maggio, il Teatro Vascello ospita l’attesissimo ritorno di Daria Deflorian, che firma regia, adattamento e interpretazione di uno degli spettacoli più intensi e destabilizzanti della stagione.
In scena, insieme a Monica Piseddu, Paolo Musio e Gabriele Portoghese, prende vita un viaggio ipnotico dentro la trasformazione di una donna che decide di non appartenere più alla violenza umana. Non una fuga, ma una mutazione. Yeong-hye smette progressivamente di riconoscersi nella specie umana: il suo desiderio non è morire, ma diventare altro. Pianta. Albero. Silenzio. Natura pura.
La scrittura scenica di Deflorian evita ogni realismo rassicurante e costruisce invece un paesaggio emotivo fatto di immagini visionarie, corpi sospesi, tensioni familiari e improvvise esplosioni poetiche. Lo spettacolo attraversa desiderio, controllo, follia e potere con una delicatezza feroce, lasciando lo spettatore senza appigli morali.
Il romanzo di Han Kang — vincitore di riconoscimenti internazionali e ormai considerato un classico contemporaneo — trova qui una nuova dimensione: carnale, fisica, quasi rituale. La scena diventa un organismo vivente dove luce, suono e materia si trasformano continuamente, accompagnando il pubblico dentro una lenta metamorfosi sensoriale.
E mentre attorno a Yeong-hye il mondo reagisce con paura, ossessione, attrazione e incomprensione, emerge una domanda inquietante: quanto siamo disposti ad accettare chi sceglie di non partecipare alla brutalità del sistema?
La Vegetariana non è soltanto uno spettacolo teatrale. È un’esperienza che entra sottopelle. Un atto poetico e politico che parla di identità, libertà e rifiuto delle regole invisibili che governano i nostri corpi.
Uno spettacolo necessario. E terribilmente contemporaneo.
Roberto Puntato