Un viaggio spettacolare tra cinema, alta moda e Made in Italy. In mostra fotografie, filmati e abiti iconici che raccontano vent’anni irripetibili di glamour, innovazione e creatività
C’è stato un momento in cui Roma non era soltanto la Città Eterna. Era il centro del mondo. Le sue strade erano passerelle a cielo aperto, Cinecittà attirava star internazionali come una calamita e gli atelier della Capitale dettavano legge nel gusto e nell’eleganza. È quell’epoca straordinaria che rivive in “Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale”, la grande mostra ospitata alla Centrale Montemartini dal 26 giugno al 15 novembre 2026.
Promossa da Archivio Luce Cinecittà insieme al Ministero della Cultura e curata da Fabiana Giacomotti, l’esposizione racconta il ventennio in cui la moda italiana si trasformò da eccellenza artigianale a fenomeno globale, contribuendo alla nascita di quello che oggi tutto il mondo conosce come Made in Italy.
Più che una mostra, è una vera macchina del tempo. Attraverso 150 fotografie storiche, filmati d’epoca, documenti, tessuti, oggetti e 27 straordinari abiti originali, il percorso accompagna i visitatori nel cuore di una rivoluzione culturale che cambiò per sempre il rapporto tra stile, costume e società.
Sono gli anni del boom economico, della Dolce Vita, delle grandi produzioni cinematografiche internazionali e di una nuova idea di eleganza che conquista il pianeta. Roma diventa contemporaneamente la “Hollywood sul Tevere” e la capitale dell’alta moda europea. Da una parte i set di Cinecittà, dall’altra gli atelier che trasformano il talento sartoriale italiano in un linguaggio universale.
Le immagini custodite dall’Archivio Luce, patrimonio riconosciuto dall’UNESCO, raccontano questo straordinario intreccio tra moda e spettacolo. Sfilano davanti agli occhi del visitatore i protagonisti di una stagione irripetibile: Valentino Garavani, Federico Forquet, le Sorelle Fontana, Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni, Roberto Capucci, Renato Balestra, Emilio Federico Schuberth, Laura Biagiotti, Angelo Litrico, Pino Lancetti e molti altri nomi che hanno scritto la storia dell’eleganza italiana.
Accanto alle fotografie trovano spazio capi iconici provenienti da archivi di maison, collezioni private e istituzioni museali. Tra i pezzi più preziosi spicca il celebre abito Fiesta della prima sfilata di Valentino del 1959, il modello che introdusse per la prima volta il leggendario “rosso Valentino”. E ancora il celebre pijama palazzo creato da Irene Galitzine nel 1963, destinato a diventare simbolo di una femminilità moderna e sofisticata.
La mostra racconta anche il ruolo fondamentale del cinema nella costruzione dell’immaginario della moda italiana. Le fotografie e i filmati riportano in vita i volti che hanno contribuito a rendere Roma un mito internazionale: Sophia Loren, Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor, Lucia Bosè, Anita Ekberg, Anna Magnani, Ingrid Bergman, Sean Connery, Charlton Heston, Kirk Douglas, Elsa Martinelli e Rod Steiger.
Tra gli episodi che hanno segnato la storia del costume emergono il matrimonio hollywoodiano di Tyrone Power e Linda Christian, celebrato nel 1949 e considerato l’atto di nascita della Dolce Vita, le creazioni di Gattinoni per Guerra e pace interpretato da Audrey Hepburn, le prime sfilate di Valentino e le grandi première cinematografiche che trasformarono Roma nel palcoscenico più glamour d’Europa.
Ma il percorso va oltre il fascino delle celebrità. Al centro del racconto c’è la trasformazione sociale di un Paese che cambia rapidamente. La moda italiana rompe gli schemi dell’haute couture tradizionale, rende l’eleganza più dinamica e vicina alla vita quotidiana, accompagna l’emancipazione femminile e intercetta il desiderio di modernità di una nuova generazione.
Particolarmente interessanti sono le due sezioni di approfondimento dedicate alla Snia Viscosa, simbolo dell’innovazione industriale legata ai nuovi tessuti e alla storia del lavoro femminile, e a Palma Bucarelli, storica direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, figura che seppe intrecciare come poche altre arte, cultura e moda.
L’allestimento firmato dall’architetto Dario Dalla Lana richiama l’atmosfera raffinata delle grandi sartorie romane degli anni Cinquanta e Sessanta. Il percorso si conclude in una suggestiva sala-biblioteca dove campionari tessili, riviste rare, inviti e memorabilia raccontano il dietro le quinte di un universo creativo che ha influenzato intere generazioni.
“Moda in Luce” rappresenta il secondo capitolo del progetto espositivo iniziato a Firenze con Moda in Luce 1925-1955. Alle origini del Made in Italy. Se quella mostra raccontava la nascita del mito, l’esposizione romana ne celebra la consacrazione internazionale.
Per gli appassionati di moda, design e storia del costume, ma anche per i più giovani che guardano alle professioni creative del fashion system contemporaneo, la mostra offre l’occasione di comprendere come sia nato uno dei fenomeni culturali più influenti del Novecento.
Perché il Made in Italy non è soltanto un’etichetta. È una storia di visione, talento e innovazione. E questa storia, per vent’anni, ha avuto il suo cuore pulsante a Roma.
Alessandra Broglia