Dal 2 al 18 ottobre nove appuntamenti tra teatro, danza, musica, filosofia e performance trasformano la Domus Aurea in un laboratorio di creatività contemporanea
La Domus Aurea non è soltanto una straordinaria testimonianza dell’antica Roma. È un luogo che continua a generare meraviglia, domande e nuove forme di immaginazione. Ed è proprio qui che, dal 2 al 18 ottobre 2026, torna MOISAI – Voci contemporanee in Domus Aurea, il progetto promosso e organizzato dal Parco archeologico del Colosseo, con la direzione artistica di PAV.
Giunta alla quinta edizione, la rassegna propone nove appuntamenti distribuiti in tre fine settimana, intrecciando arti performative e patrimonio archeologico. Teatro, danza, musica, filosofia e divulgazione entrano negli spazi della residenza neroniana, trasformandola in un palcoscenico irripetibile.
Il filo conduttore sono le nove Muse, ispiratrici di altrettante serate. Non semplici figure del mito, ma simboli di una conoscenza capace di attraversare discipline e linguaggi. Ogni artista diventa così una sorta di moderno portavoce della Musa, confrontandosi con la storia e con l’architettura del luogo.
Ad aprire il programma, il 2 ottobre, sarà lo storico dell’arte Jacopo Veneziani con Le rovine che hanno cambiato l’arte. Il giorno successivo Andrea Pennacchi porterà in scena Una piccola Odissea, mentre il 4 ottobre le giovani voci del “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma proporranno Voci d’opera per le Muse.
Il secondo weekend vedrà protagonisti la danza site-specific di mk, la riflessione filosofica di Tlon con Architetture della meraviglia e il concerto per voce e pianoforte di Frida Bollani Magoni.
Dal 16 al 18 ottobre, infine, arriveranno Spellbound Contemporary Ballet, i Figli di Mimmo Cuticchio con l’Orlando Furioso e Chiara Guidi insieme al violoncello di Francesco Guerri, in un intenso percorso dedicato alla Divina Commedia.
Ogni serata prenderà il via con una visita guidata alla Domus Aurea, per poi approdare nella Sala Ottagona, dove il patrimonio incontrerà la creazione contemporanea.
La vera protagonista, però, resta la Domus: non una semplice scenografia, ma un’architettura capace di dialogare con gli artisti e modificare il modo stesso di guardare, ascoltare e vivere la cultura.
Una scelta che rinnova la vocazione originaria di MOISAI: fare del patrimonio non qualcosa da contemplare a distanza, ma un’esperienza viva, capace di parlare al presente e generare nuove visioni.
Roberto Puntato