Dal 3 al 19 ottobre, un solo spettacolo immersivo per tre weekend consecutivi. Un viaggio tra storia, mito e memoria firmato da Fabrizio Arcuri e Fabrizio Sinisi
Dopo tre edizioni all’insegna del dialogo tra arti performative e spazio archeologico, Moisai torna nel cuore di Roma con una proposta radicalmente nuova. La rassegna – ospitata all’interno della straordinaria cornice della Domus Aurea – si rinnova nel formato e nell’approccio: non più una serie di appuntamenti distinti, ma un’unica potente creazione teatrale, pensata appositamente per il sito e replicata più volte nel corso di tre fine settimana. Un rito collettivo che fonde parola, danza, musica e rovina, interrogando il nostro rapporto con la bellezza, la memoria e l’identità.
Un nuovo inizio per Moisai: il teatro prende dimora nella Domus Aurea
Dal 3 al 19 ottobre 2025, Roma ospita la quarta edizione di Moisai, il progetto che ogni anno porta le arti performative all’interno della Domus Aurea, trasformando uno dei luoghi più iconici dell’antichità in uno spazio vivo, contemporaneo, attraversato da storie, visioni e corpi in movimento.
Per la prima volta, Moisai si concentra su un’unica creazione site-specific, replicata due volte al giorno per tre weekend consecutivi. Una scelta artistica netta, che cambia l’identità stessa della rassegna: da calendario di eventi a percorso immersivo, dove la narrazione prende forma nei corridoi, nelle stanze e negli affreschi della “Casa della Luce”.
“Nerone: autoritratto con figure”: il nuovo spettacolo
A firmare lo spettacolo è il regista Fabrizio Arcuri, da sempre interessato al dialogo tra scena e luoghi non convenzionali, affiancato dal drammaturgo Fabrizio Sinisi, una delle voci più riconosciute della nuova scrittura teatrale italiana. Insieme danno vita a “Nerone: autoritratto con figure”, un lavoro pensato in dialogo diretto con la storia e l’architettura della Domus Aurea.
La narrazione si muove tra passato e presente, mito e realtà, in un flusso continuo dove si intrecciano le voci dell’imperatore, del poeta, dell’uomo moderno. A guidare il pubblico è Lucio, una figura a metà tra guida e attore, che trasforma la visita archeologica in un rito teatrale, conducendo gli spettatori in un viaggio emotivo e immaginifico.
Il racconto si snoda tra memoria personale e storia collettiva: l’infanzia sull’Aventino, la figura ingombrante della madre, la rivalità con il fratello Tiberio, l’incendio come gesto simbolico e definitivo. Ma il vero cuore dello spettacolo è il rapporto tra arte e potere, bellezza e distruzione, con una domanda finale che riecheggia nella pietra: cosa resta, quando tutto brucia?
Il cast: attori, musicisti, danzatori, acrobati
In scena, tra parola e azione, si alterneranno Gabriel Montesi e Iaia Forte / Francesca Cutolo, che interpreteranno il ruolo di Lucio a rotazione. La voce del contralto Maurizio Aloisio Rippa accompagna il viaggio con incursioni sonore che intrecciano canto e parola.
Accanto a loro, un ampio gruppo di interpreti selezionati dalla Stap Brancaccio, tra cui Beatrice Buscemi, Chiara Brunetti, Chiara Liotta, Emilio De Rosa, Federica Petti, Flavia Lucangeli, Flavia Tomassini, Francesca Puorto, Leonardo Pocaterra, Ginevra Ceccherini, Margherita Bigazzi, Viola Dini, Leonardo Fantini, Giorgio Munaco, Giuseppe Franchina, Samuele Sabbatini, Matteo Gizzi, Nicolò Nitto e Amedeo Distilo.
Le acrobazie e danze aeree sono a cura di Claudio e Paolo Ladisa, in collaborazione con la Next Generation Academy, mentre le coreografie sono eseguite dalle danzatrici dell’Accademia Nazionale di Danza. Le musiche dal vivo – con arpa, flauto e violoncello – sono affidate all’Ensamble musicale Santa Maria di Corte.
La Domus Aurea diventa teatro
Lo spettacolo si svolge lungo un itinerario teatrale che parte dalla Galleria XXIV, ingresso del settore occidentale della Domus Aurea, e si snoda attraverso ambienti e sale fino a trasformarsi in un’esperienza immersiva, dove il pubblico cammina, ascolta, osserva e partecipa.
Gli orari delle repliche sono:
- Venerdì, sabato e domenica alle 16:30 e 17:30
Le parole degli autori
Fabrizio Arcuri racconta:
“Il testo di Sinisi crea una guida immaginaria, sospesa tra invenzione e verità, tra sé e Nerone. Un personaggio che vive l’ambivalenza tra identità e rappresentazione, dentro un luogo che è già finzione architettonica. Lo spettatore, aggirandosi nella Domus Aurea, entrerà in un’esperienza che fonde racconto e spazio, corpo e rovina”.
Fabrizio Sinisi aggiunge:
“La Domus Aurea oggi è come un sogno sepolto: un teatro dell’Io nascosto sotto la città, pieno di potenze sommerse. Il mio testo parte da un uomo contemporaneo, fragile, contraddittorio, che prova a dare un senso alla propria esistenza riaccendendo questo spazio dimenticato. Come Nerone, cerca nella creazione un gesto di sopravvivenza”.
Moisai e il ritorno delle Muse
Il nome Moisai richiama le Muse, figlie di Zeus e Mnemosine, simbolo della memoria e dell’ispirazione artistica. Un ciclo scultoreo a loro dedicato – ritrovato proprio nella Domus Aurea nel 1958 – ha ispirato la nascita del progetto, e oggi torna a essere fulcro di un processo che unisce passato e presente, rovina e rinascita, silenzio e voce.
Nerone, spesso ricordato solo come tiranno, fu anche artista, performer, mecenate. La Domus Aurea era il suo sogno, il suo teatro personale: un’opera totale, in cui architettura, paesaggio e meraviglia si fondevano in un unico gesto scenico. Oggi, grazie a Moisai, quel gesto si ripete e si rinnova.
Un invito a perdersi per ritrovarsi
Moisai 2025 non è una semplice rassegna, ma un’esperienza sensoriale e intellettuale, un cammino dentro la bellezza e la memoria. In un tempo che sembra divorare tutto, il teatro diventa ancora una volta il luogo dove fermarsi, ascoltare, immaginare. E, forse, salvarsi.
Roberto Puntato