Il 28 settembre a Spazio Novecento torna il grande appuntamento dedicato all’arte bianca: maestri pizzaioli, esperti, giornalisti e protagonisti del settore per una giornata tra confronto, degustazioni e premiazioni
La pizza torna a prendersi la scena. E lo fa a Roma, dove il 28 settembre gli spazi di Spazio Novecento accoglieranno una nuova edizione di Pizza Maxima, l’evento che riunisce professionisti, stampa specializzata e protagonisti dell’arte bianca italiana.
Una giornata, dalle 11 alle 21, costruita intorno a uno dei simboli più riconoscibili della gastronomia italiana nel mondo: non soltanto una celebrazione del prodotto, ma un momento di confronto sull’evoluzione di un settore che negli ultimi anni ha cambiato linguaggi, modelli di business e pubblico.
Dopo aver portato fino al 2025 il nome di Pizza Awards, la manifestazione cambia identità e diventa Pizza Maxima, richiamando nel nome latino l’idea di eccellenza. A firmare l’appuntamento sono E20-Events Factory e RistorAgency, con il patrocinio della Presidenza della Regione Lazio e dell’Assessorato ai Grandi Eventi del Comune di Roma.
Non solo classifiche: la pizza si racconta
Il cuore della giornata sarà la Pizza Conference 2026, articolata in due momenti. Il primo affronterà un tema particolarmente attuale: il rapporto tra pizzerie, guide, classifiche, recensioni e social network, tra visibilità, reputazione e gestione delle critiche.
Sul palco, accanto a Lorenzo Ruggeri, Carlo Passera, Luciano Pignataro, Francesca Brunzo e Luca Carta, saranno protagonisti anche due nomi di primo piano della pizza italiana: Gino Sorbillo e Pier Daniele Seu.
Nel pomeriggio si passerà invece alla pizza d’eccellenza, analizzata attraverso materie prime, tecniche, ricerca e capacità imprenditoriale. A confrontarsi saranno Antimo Caputo, Giovanni Amodio, Luigi Rega, Fabrizio Basso, Valentina Borsini e Massimo Rossini, insieme ai pizzaioli Errico Porzio e Roberto Davanzo.
Un confronto a più voci che mette intorno allo stesso tavolo chi la pizza la produce, chi la racconta e chi contribuisce ogni giorno a definirne gli standard qualitativi.
Dieci pizzaioli, due momenti gastronomici
A rendere l’esperienza ancora più concreta saranno i momenti gastronomici. Sulla terrazza di Spazio Novecento, dieci pizzaioli si alterneranno ai forni per il Pizza Lunch e il Pizza Dinner.
A pranzo sarà possibile assaggiare le creazioni di Francesco Arnesano di Lievito Pizza Pane a Roma, Diego Ciraudo di Die Gustibus a Giffoni Sei Casali, Marco D’Elia di Gli Esposito a Salerno, Matteo Lo Iacono di Crunch a Roma e Davide Ruotolo di Palazzo Petrucci a Napoli.
Per la cena arriveranno invece Alessandro Negrini, Corporate Chef Italforni, Angelo Pezzella di Pizzeria con cucina a Roma, Mirko Rizzo de L’Elementare a Roma, Cito Tutino di Bro. a Napoli e Diego Vitagliano di 10 Diego Vitagliano a Napoli.
Una vera staffetta ai forni, con interpretazioni differenti di un alimento che continua a moltiplicare forme, tecniche e identità.
Il verdetto arriva nel pomeriggio
Il momento più atteso sarà la cerimonia di premiazione, in programma dalle 16.30 alle 18.30. A determinare le classifiche è una giuria composta da circa 200 giornalisti gastronomici, rappresentanti di guide, esperti e professionisti del mondo della pizza, che hanno contribuito prima alle nomination e poi alle votazioni.
Nel mirino non c’è soltanto la pizza nel piatto: vengono considerati impasto, tecnica, materie prime, personalità, costanza, rapporto qualità-prezzo, menu, ambiente e servizio.
Oltre alla classifica delle 150 migliori pizzerie italiane, saranno assegnati riconoscimenti regionali e premi individuali, tra cui quelli per il miglior pizzaiolo, la miglior pizzaiola, il miglior pizzaiolo Under 35 e il miglior fornaio.
Numerosi anche i premi speciali dedicati alle diverse anime del settore: dalla pizza tradizionale a quella contemporanea e creativa, dalla Margherita alla pizza romana e fritta, fino a riconoscimenti per carte dei vini, dei fritti e delle birre, servizio di sala, format, nuove aperture, comunicazione e pizza al taglio.
Pizza Maxima si prepara così a raccontare una pizza sempre più lontana dall’idea di semplice piatto popolare: un universo gastronomico in continua evoluzione, dove tecnica, identità, impresa e creatività finiscono nello stesso forno.
Maria Grande