Diciassette appuntamenti tra grandi interpreti, giovani talenti e nuove contaminazioni trasformano l’Orto Botanico di Roma in un palcoscenico d’eccezione
L’estate romana ritrova uno dei suoi appuntamenti culturali più affascinanti. Dall’11 giugno al 15 luglio torna Classica al Tramonto, la rassegna dell’Istituzione Universitaria dei Concerti che celebra la sua nona edizione nello scenario unico del Museo Orto Botanico di Roma, tra gli storici giardini di Cristina di Svezia.
Diciassette serate tra concerti, incontri e performance immersive disegnano un percorso che supera i confini della musica classica per abbracciare jazz, elettronica, letteratura e sperimentazione audiovisiva. Un cartellone che mette in dialogo artisti affermati e nuove generazioni, repertori storici e linguaggi contemporanei.
Ad aprire il festival, l’11 giugno, sarà Enrico Pieranunzi con Serata Bill Evans, un omaggio al leggendario pianista americano realizzato insieme al chitarrista Bebo Ferra attraverso il progetto Evanscape, presentato in prima nazionale.
Il 16 giugno riflettori sull’Ensemble Enerbia con Al chiarore delle stelle, viaggio musicale tra tradizioni popolari, danze appenniniche e antichi canti della cultura mediterranea.
Il 18 giugno il jazz incontra la leggenda con A Beautiful Miles, tributo a Miles Davis affidato al Gianni Oddi Quartet con la partecipazione speciale del trombettista Claudio Corvini.
La prima delle serate a doppio concerto arriva il 23 giugno. Alle 20.30 la Jazz Campus Orchestra, diretta da Massimo Nunzi, presenta Italian Jazz Boom! (In Swing) con gli ospiti Stefano Fresi e Cristiana Polegri, dedicato all’incontro tra canzone italiana e linguaggio jazz. Alle 21.30 spazio a Pangea, il progetto del contrabbassista Pietro Leveratto con Gabriele Mirabassi, Francesco Zanotti e Federico Chiarofonte, costruito interamente su composizioni originali e improvvisazione.
Il 25 giugno il pianoforte domina la scena. Alessandro Simoni propone un itinerario tra Bach, Beethoven, Chopin, Skrjabin e Kurbatov, mentre il giovane talento austriaco Martin Nöbauer debutta con Beethoven: Sturm, recital dedicato alle celebri sonate “Al chiaro di luna”, “La tempesta” e “Appassionata”.
Il 26 giugno arriva l’elettronica di Opera Electric, progetto di Leon Blane e Nelio Van Heeswijk, tra synth-pop, atmosfere anni Ottanta e ricerca visiva.
Nuova doppia serata il 30 giugno. Lo scrittore Mauro Covacich e il percussionista Antonio Caggiano presentano Un secondo di vita adulta, incontro tra narrazione e musica. A seguire Into the Night, suggestivo viaggio sonoro firmato da Veronica Aracri, Ivano Guagnelli e Gianluca Ruggeri sulle musiche di Badalamenti, Pärt, Sakamoto e Roberta Vacca.
Il 2 luglio l’arte audiovisiva entra in scena con Campo sensibile, performance immersiva di Margherita Iannilli e Federico Castriota, costruita sul dialogo in tempo reale tra immagini e suoni.
Il 7 luglio si torna alla musica da camera con The Shirvani Sisters: Leila Shirvani al violoncello e Sara Shirvani al pianoforte interpretano pagine di Čajkovskij, Brahms, Beethoven, Rachmaninov, Paganini e Griguoli. Nella stessa serata il pianista e compositore spagnolo Moisés P. Sánchez presenta FALLA Imaginado, originale rilettura contemporanea dell’universo musicale di Manuel de Falla.
Il 10 luglio il compositore Stefano Mainetti introduce il tema del rapporto tra musica e intelligenza artificiale con Along Time, concerto che vede protagonisti il violoncellista Luca Pincini e la pianista Gilda Buttà.
Il tradizionale Galà Avos del 14 luglio valorizza i giovani talenti dell’Avos Project con Francesco Pavan, Mattia Casu, Lorenzo Lombardo e Leonardo Bruschetta, impegnati in un programma dedicato a Suk, Janáček e Dvořák.
La chiusura del festival, il 15 luglio, guarda al Brasile e alle nuove contaminazioni. Alle 20.30 il Duo Corde Brasiliane, formato da Gianluca Persichetti e Massimo Aureli, accompagna il pubblico tra bossa nova, samba e choro. Alle 21.30 gran finale con Candy Cane Snail, progetto di Ava Alami e Vittorio Esposito, che intreccia jazz, elettronica, canzone d’autore italiana e suggestioni della tradizione persiana.
Tra il verde dell’Orto Botanico e il cielo estivo di Roma, Classica al Tramonto conferma così la propria identità: un festival capace di far convivere tradizione e innovazione, repertorio e sperimentazione, offrendo ogni sera un’esperienza diversa e sorprendente.
Alessandra Broglia