Dal 1° ottobre su Rai 1 otto prime serate per la nuova stagione della serie con Luca Argentero. Un ospedale in affanno mette alla prova Andrea Fanti e tutta la sua squadra. Nel cast anche Cristina Marino
La corsia cambia volto, ma la domanda resta la stessa: quanto può resistere la medicina quando le risorse diminuiscono e il tempo per ascoltare sembra diventare un lusso? È attorno a questo interrogativo che prende forma la quarta stagione di “DOC – Nelle tue mani”, pronta a tornare su Rai 1 dal 1° ottobre, con otto prime serate e due episodi per appuntamento, disponibile anche in streaming su RaiPlay.
La nuova stagione porta Andrea Fanti, ancora interpretato da Luca Argentero, dentro un ospedale profondamente trasformato. Meno personale, posti letto ridotti, bilanci da risanare e una macchina sanitaria sempre più chiamata a fare i conti con l’efficienza. Ma proprio quando tutto sembra spingere verso una medicina più rapida e impersonale, torna al centro ciò che ha reso Doc un medico diverso: la capacità di guardare il paziente oltre la diagnosi.
«Andrea Fanti torna dopo oltre un anno di assenza e trova un ospedale che non riconosce più», racconta Argentero. E il ritorno non è soltanto professionale: «È costretto a fare i conti con se stesso, con il bisogno di rimettere insieme ciò che ha perduto». Nel frattempo, anche le persone che ha lasciato sono cambiate. Giulia Giordano, interpretata da Matilde Gioli, è diventata primario, mentre il reparto deve sopravvivere a una situazione economica sempre più difficile.
È qui che la serie intreccia il racconto personale dei protagonisti con una realtà sanitaria che appartiene al presente. La riduzione delle risorse rischia infatti di cancellare proprio quella componente invisibile ma fondamentale del mestiere del medico: l’ascolto.
Per Argentero è la qualità irrinunciabile: «Le persone hanno la sensazione che Doc le ascolti davvero, che sia lì a prendersi cura non soltanto della loro salute, ma del loro benessere come persone». Un principio condiviso anche da Gioli: «Quando un paziente ti parla ci deve essere interesse e attenzione». Marco Rossetti lo definisce necessario «per capire, per empatizzare, per entrare nelle esperienze degli altri, altrimenti subentra l’indifferenza», mentre Giovanni Scifoni sposta l’attenzione sul desiderio del paziente, sulla necessità di comprendere «cosa vuole il paziente, qual è il suo vero desiderio».
E c’è anche una dimensione più ampia, quella delle responsabilità del sistema. Pierpaolo Spollon sottolinea infatti che «al medico non deve mai mancare l’appoggio dello Stato».
Nel frattempo, i rapporti personali tornano a occupare uno spazio importante. Giulia è ora alla guida del reparto e il rapporto con Fanti resta uno dei fili narrativi più attesi. Ma per chi aspetta una svolta sentimentale definitiva bisognerà avere pazienza. «Non è questa la stagione in cui coronano il loro sogno d’amore. Del futuro non abbiamo certezza, ma chi lo sa», anticipa Argentero.
Ad arricchire la squadra arrivano nuovi personaggi, tra cui Cristina Marino, moglie di Argentero nella vita e, in questa stagione, medico a gettone: una figura particolarmente legata alla precarietà e alle trasformazioni del mondo sanitario. «Noi abbiamo già lavorato insieme, ci siamo conosciuti su un set», racconta Argentero. «Credo che il vissuto nostro è stato un arricchimento per la serie!».
Tornano Pierpaolo Spollon, Marco Rossetti, Elisa Di Eusanio, Laura Cravedi, Elisa Wong, Sara Lazzaro e Giovanni Scifoni. La regia dei primi otto episodi è affidata a Nicola Abbatangelo, mentre Alessandro Tonda firma quelli dal nono al sedicesimo.
E mentre la quarta stagione si prepara a riaprire le porte dell’ospedale, il futuro della serie è già scritto almeno in parte: “DOC 5” è stato confermato. Argentero, però, non dà nulla per scontato. «La strada di avvicinamento a un eventuale Doc 5 è molto lunga e articolata», spiega, legando ogni decisione alla capacità di trovare una storia all’altezza delle precedenti: «L’importante è che sia di livello perché il nostro pubblico non si può deludere con qualcosa di meno interessante».
La prova, intanto, è già arrivata davanti allo schermo. «Ho guardato i primi due della quarta, mi sono sorpreso a commuovermi ed emozionarmi ancora, non pensavo alla mia età», confessa l’attore.
E sul futuro di Fanti aggiunge una considerazione che dice molto del legame tra interprete e personaggio: «A me l’idea di immaginare un Doc 5 senza Fanti mi rode proprio nel profondo». Senza però voler trasformare la serie in un racconto infinito: «Tutte le serie che ho amato di più a un certo punto finiscono».
Prima, però, c’è una nuova stagione da vivere. Sedici episodi nei quali l’emergenza non sarà soltanto quella dei pazienti, ma quella di un sistema chiamato a non perdere la propria umanità. E Andrea Fanti, ancora una volta, dovrà capire se si può curare una persona quando tutto intorno sembra spingere verso una medicina fatta soltanto di numeri, tempi e bilanci.
Federica Rizzo