Diretto da Bill Condon e con protagonisti Diego Luna, Tonatiuh e Jennifer Lopez, arriva al cinema il 18 giugno con Eagle Pictures
Dietro le sbarre di una prigione può nascere un’amicizia, un amore, persino un musical. È da questa suggestione potente che prende vita Il bacio della donna ragno, il nuovo adattamento diretto da Bill Condon del celebre romanzo di Manuel Puig, già portato sullo schermo nel 1985 da Hector Babenco. Un’opera che sceglie di muoversi sul sottile confine tra realtà e fantasia, trasformando una storia di repressione e solitudine in un viaggio visivamente ricco e profondamente umano.
La vicenda si svolge durante gli anni della dittatura argentina e vede condividere una cella due uomini apparentemente inconciliabili. Valentin (Diego Luna) è un detenuto politico, idealista e combattivo; Luis Molina (Tonatiuh) è invece un omosessuale incarcerato a causa della sua diversità, un uomo fragile che trova rifugio nei sogni e nei ricordi del cinema. Tra i due il rapporto nasce sotto il segno dell’incomprensione, ma lentamente si trasforma grazie alle storie che Molina racconta per sfuggire all’orrore quotidiano della detenzione. Al centro dei suoi racconti c’è il film preferito della sua diva del cuore, Ingrid Luna (Jennifer Lopez), una scintillante eroina da musical che finisce per invadere l’immaginazione dei protagonisti e dello spettatore, fino a fondersi con la realtà stessa.
La grande intuizione del film è proprio questa continua contaminazione tra il carcere e il sogno. Da una parte ci sono le mura grigie della prigione, la paura, la violenza e l’oppressione politica; dall’altra esplodono colori, canzoni e coreografie che sembrano provenire direttamente dalla Hollywood classica. Bill Condon costruisce un raffinato gioco di specchi in cui i personaggi si riflettono nelle proprie versioni immaginarie e in cui il musical non rappresenta soltanto una fuga dalla realtà, ma uno strumento attraverso cui Luis definisce la propria identità e il proprio posto nel mondo. I confini tra ciò che è reale e ciò che appartiene alla fantasia diventano sempre più sottili, fino a dissolversi completamente.
Nei panni della diva Ingrid Luna, Jennifer Lopez trova uno dei ruoli più affascinanti della sua carriera recente. Il suo carisma naturale e le sue qualità vocali le permettono di dominare le sequenze musicali con eleganza e fascino, mentre il resto del cast sostiene con convinzione una narrazione che vive soprattutto sull’evoluzione emotiva del rapporto tra i due protagonisti. La loro crescita reciproca, il progressivo abbattimento delle diffidenze e la scoperta di una comune fragilità rappresentano il vero cuore pulsante del film.
Eppure, nonostante l’indubbia qualità della confezione, resta una sensazione difficile da ignorare. Tutto appare curato, raffinato e impeccabilmente orchestrato, ma spesso sembra prevalere il piacere della rappresentazione rispetto all’urgenza del racconto. Dove il film di Babenco trasmetteva con forza il peso della repressione politica e della discriminazione, questa nuova versione appare più interessata alla dimensione spettacolare e teatrale della storia. La sofferenza di Molina e il suo bisogno disperato di rifugiarsi nell’immaginazione restano presenti, ma meno laceranti e meno necessari.
Non è un difetto che compromette la visione, perché Il bacio della donna ragno rimane un’opera coinvolgente, elegante e spesso emozionante. Tuttavia si avverte la sensazione che il film guardi maggiormente al musical di Broadway da cui deriva che non alla brutalità storica e umana raccontata dal romanzo originale. È come se la bellezza della messinscena finisse talvolta per attenuare la forza del dolore che ne costituisce il nucleo.
Resta però intatto il fascino di una storia che continua a interrogarsi sul potere delle immagini, delle canzoni e delle narrazioni nel costruire la nostra identità. Per Luis il cinema non è semplice evasione, ma uno strumento di sopravvivenza, un modo per riconoscersi e per esistere. Ed è proprio in questa riflessione sul valore salvifico della fantasia che il film trova i suoi momenti più autentici e toccanti. Il bacio della donna ragno è dunque uno spettacolo elegante e malinconico che conquista gli occhi e accarezza il cuore, anche se non sempre riesce a raggiungere la profondità emotiva e la necessità narrativa delle opere che lo hanno preceduto.
Maria Grande